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I nuovi crocifissi

· A colloquio con l’arcivescovo Bregantini sulle meditazioni della Via crucis al Colosseo ·

Gli innocenti che muoiono per l’inquinamento nella Terra dei fuochi; gli immigrati che affogano quando sono ormai in vista della sponda della speranza; i bambini, le donne, i nuovi schiavi vittime della tratta degli esseri umani; quanti cercano nella morte la salvezza dalla disperazione di non poter portare il pane a casa; i cristiani perseguitati e torturati per la loro fede; i detenuti nelle carceri superaffollate; i malati terminali sulla cui pelle spesso altri speculano. «Sono loro i nuovi Crocifissi — dice convinto monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano, autore delle meditazioni per la Via crucis presieduta dal Papa questa sera, 18 marzo, Venerdì santo, al Colosseo — loro i protagonisti della vere meditazioni della Via crucis proposte da Papa Francesco nel suo ministero quotidiano». L’arcivescovo ne ha parlato in questa intervista al nostro giornale.

È questa la chiave lettura che possiamo dare alle meditazioni?

Ho cercato di mettere in evidenza il volto di Cristo e il volto dell’uomo. Di far risaltare, cioè, la dignità della persona ferita dal peccato, dal dolore e dalla morte, illuminata però dal volto di Gesù. Ogni stazione, infatti, è concentrata attorno a una ferita del mondo di oggi.

Temi particolari?

Sono tutti temi tratti dall’esortazione apostolica Evangelii gaudium. È il filo conduttore di tutto il cammino. In effetti, la vera meditazione della Via crucis la fa Papa Francesco con la sua catechesi quotidiana, con i suoi interventi e con i suoi gesti. Ho cercato di farmi interprete di alcuni problemi di oggi, vissuti alla luce della fragilità umana: il peso della crisi, gli immigrati, i malati, specialmente quelli terminali e quanti muoiono per l’inquinamento della Terra dei fuochi. Ma anche l’esperienza del carcere, della tortura, della solitudine. Realtà di ogni giorno redente però dalla croce portata da Gesù.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere la Via crucis?

La Via crucis è una catechesi vivente intorno a un volto sfigurato per amore. È questa la sua bellezza. E questo volto è eloquente e parla ai ragazzi come ai nonni. È il volto della vita, della storia, del dolore, ma anche della sapienza. Il volto di Cristo, infatti, illumina il volto dell’uomo. Questi due volti si incrociano stazione per stazione, declinandosi secondo situazioni sempre nuove.

Nicola Gori

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16 luglio 2019

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