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I nodi di una tragedia

· Ideologia nazista e pensiero cartesiano ·

Il breve testo di Emmanuel Lévinas, La compréhension de la spiritualité dans les cultures française et allemande (riproposto dalle Éditions Payot&Rivages, Paris, 2014, pagine 86, euro 8,20), unico scritto in lituano fra tutte le opere del celebre pensatore, risale al luglio del 1933, lo stesso anno in cui Martin Heidegger, aderendo al nazismo, divenne rettore dell’università di Friburgo.

Durante la furia devastante della seconda guerra mondiale scomparvero le copie della rivista «Vairas» in cui l’articolo era stato pubblicato. Molti anni dopo ne avvenne il ritrovamento: il ricercatore canadese, d’origine lituana, Andrius Valevicius, nel 1994 su di uno scaffale della sala dei periodici dell’università di Vilnius fortuitamente ritrovò un esemplare della rivista e poté leggere, con sua sorpresa, la giovanile riflessione del filosofo. Lo scopritore lo tradusse in inglese ed infine venne divulgata in francese, ampiamente ed acutamente commentato da Catherine Chalier.

Lo scopo del breve saggio è mirato: «sottolineare quanto caratterizza più nettamente le culture spirituali francesi e tedesche». Le due culture vengono affrontate dal giovane studioso ventisettenne sul piano di quello che si denomina spirito della cultura francese e della cultura tedesca. Dimostra di cogliere l’essenza del nazismo avanzante quando sottolinea la potenza del corpo, cui sono legate delle forze oscure, e la minore incidenza della ragione.

Lo spirito, all’interno di quest’ottica, si ritrova a dimorare nel fisico: «Non è un caso che i partiti politici estremisti, attualmente così forti in Germania, siano incantati da questa nozione di spirito. Non danno fiducia alla ragione perché questa resiste alla loro vitalità; non ascoltano la ragione che dice “sì” quando la loro esistenza grida “no”. I tedeschi stimano che la sofferenza sia più vera della ragione — perché quest’ultima tenta di calmare la sofferenza — e che la verità non consista nell’osservare senza parzialità le idee eterne ma che sia il terribile grido di un’esistenza che lotta per la sua sopravvivenza. È facile dimenticare e perdere l’equilibrio quando si crede di udire una voce mistica nel più profondo della propria anima».

di Cristiana Dobner

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25 agosto 2019

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