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I mondi di Jack

· Vance e la fantascienza ·

Ricordo dello scrittore statunitense

Uno dei temi portanti della fantascienza è sempre stato quello del confronto con le civiltà aliene. Nella gran parte dei casi un confronto cruento, fatto di sangue e violenza, ma altre volte fatto di magia e stupore, di colori e profumi inediti, di voci curiose e tratti somatici bizzarri. E se abbiamo imparato a convivere serenamente con l’idea della presenza di altre civiltà nel cosmo lo dobbiamo in gran parte a scrittori illuminati come Jack Vance.

Scomparso solo pochi giorni fa all’età di novantasette anni, John Holbrook Vance nasce nel 1916 a San Francisco. La sua è una tipica infanzia da americano di frontiera. Piccolissimo si trasferisce con la madre e molti fratelli nel ranch del nonno dove passa le giornate divorando di nascosto le storie e le immagini di riviste “proibite” come «Weird Tales» e «Amazing Science Fiction». Come gran parte delle persone dotate di grande fantasia non ama i binari lineari dello studio e, nonostante ci provi almeno un paio di volte, non finisce i corsi universitari. Prima di diventare lo scrittore acclamato e pluripremiato che noi tutti conosciamo — due premi Hugo, un premio Nebula, due World Fantasy Award e un Grand Master — si adatta a fare un po’ di tutto. Fruttivendolo, operaio, minatore, elettricista ma è il viaggio la costante della sua vita così come anche di gran parte dei suoi romanzi. Jack si arruola nella marina mercantile dopo un fallimentare corso per diventare agente segreto e dopo aver schivato per un pelo il bombardamento di Pearl Harbor e la seconda guerra mondiale per problemi di vista e comincia a girare per il mondo.

Personaggio eclettico e fuori dagli schemi, appassionato di jazz e buona cucina, Jack Vance viene inquadrato in linea generale come uno scrittore di fantasy e di science fiction anche se con colpevole ritardo il «New York Times» lo ha definito «una delle voci più originali e sottovalutate della letteratura americana». In realtà non sono mai l’aspetto tecnologico o quello speculativo le costanti delle sue storie.

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22 settembre 2019

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