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I ministri delle Finanze dell'Ue puntano a sostenere la Grecia

· A Bruxelles si discute con divergenze di vedute sui piani di salvataggio ·

I ministri della Finanza dell'area euro discutono a Bruxelles sul modo di garantire, se necessario, un aiuto finanziario alla Grecia. In particolare sul tavolo dell'Ecofin vi è un piano del commissario europeo Olli Rehn per consentire ad Atene di ottenere a tassi agevolati i 25 miliardi di euro di cui ha bisogno nei prossimi due mesi. Un piano sul quale concentra l'attenzione, stamane, la stampa ellenica, sottolineando nello stesso tempo che alcuni Paesi dell'Ue, Germania, Olanda e Austria, se non sono propriamente contrari al piano di salvataggio, esprimerebbero comunque «riserve» e chiederebbero condizioni «molto rigide». Il ministro della Finanza francese, Christine Lagarde, ha detto che un'eventuale intesa di principio sugli aiuti non prevederà una cifra precisa. Sempre Olli Rehn ha osservato che con la crisi della Grecia si è arrivati a un bivio. Secondo il commissario europeo, se non si riuscirà a superare la difficile situazione di Atene, i danni per l'Ue potrebbero essere permanenti. «L'euro non è solo un accordo monetario, è un progetto politico cruciale per l'Unione» ha dichiarato Ren.

«La mia opinione è che le decisioni del Governo greco siano convincenti»: lo ha detto il presidente della Banca centrale europea (Bce) Jean-Claude Trichet, in un'intervista a radio Bloomberg. Secondo Trichet. le agenzie di rating rispetteranno le scelte di Atene. Il presidente della Buba, Axel Wber, ha affermato nei giorni scorsi che la Bce potrebbe accettare come collaterali dei bond greci con un rating inferiore a quello normalmente previsto, se verrà applicato un livello di rischio più alto. A questo proposito Trichet ha detto: «Prenderemo in considerazione la questione, il Governo greco ha assunto misure aggiuntive che considero convincenti e coraggiose».

Nel frattempo fonti di stampa indicano che il Governo tedesco starebbe pensando di garantire il previsto fondo monetario europeo (Fme) anche con le riserve auree dei Paesi di eurolandia. In particolare verrebbero utilizzate le riserve che si trovano ancora nelle casseforti di tutte le banche centrali della zona euro. La stessa Grecia, scrive il settimanale Focus, ha circa 112 tonnellate di oro, mentre la Germania ha 3.407 tonnellate, per un valore di novanta miliardi di euro.

In queste ore intanto il premier greco George Papandreou ha rassicurato i cittadini che i loro sacrifici non saranno vani: fra tre anni, ha detto, il Paese sarà più sano e più giusto. Il premier ha nuovamente invitato i cittadini a unirsi al Governo per ricostruire il Paese. «Il nostro compito è salvare l'economia, primo passo necessario nel cammino verso il futuro» ha affermato Papandreou.

Nel frattempo il più grande sindacato greco, la Gsee, ha esortato i consumatori ad acquistare prodotti nazionali e a razionalizzare la spesa per far fronte alla grave crisi che attanaglia il Paese e alla diminuzione dei redditi causata dal piano di austerità del Governo. In un comunicato, il sindacato Gsee afferma che la situazione dei cittadini continuerà a peggiorare a causa della riduzione dei salari, del congelamento delle assunzioni e delle pensioni, e a causa dell'aumento delle tasse. A tal fine il sindacato invita i consumatori a «sostenere direttamente la produzione interna per imprimere una spinta dinamica che favorisca automaticamente l'occupazione».

Si segnala intanto che l'Eurostat ha reso noto oggi che in Europa l'emorragia di posti di lavoro sta rallentando, ma non si arresta. Nel quarto trimestre del 2009, quelli persi nell'intera Ue sono stati 583.000 con una diminuzione dell'0,3 per cento, di cui 347.000 in Eurolandia. Nel terzo trimestre del 2009, l'occupazione era caduta dello 0,5 per cento nelle due zone con una perdita di un milione di posti di lavoro.

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