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I migranti sono il simbolo
di tutti gli scartati della società

· Messa di Papa Francesco nel sesto anniversario della visita a Lampedusa ·

I migranti «sono prima di tutto persone umane» e oggi rappresentano «il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata». Lo ha detto Papa Francesco all’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro lunedì mattina, 8 luglio, in occasione del sesto anniversario della visita compiuta nel 2013 a Lampedusa.

Durante la celebrazione, alla quale hanno partecipato circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono prodigati per salvare le loro vite, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero «agli “ultimi” che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono» (espressione poi rilanciata in un tweet postato a fine mattinata sull’account @Pontifex). Sono, ha detto, «gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea».

Purtroppo, ha constatato Francesco, «le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti». Si tratta, ha ribadito, di «persone», non soltanto «di questioni sociali o migratorie». Per Francesco, «i più deboli e vulnerabili devono essere aiutati». È «una grande responsabilità — ha sottolineato — dalla quale nessuno si può esimere se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare».

Alla questione migratoria il Papa aveva fatto riferimento anche al termine dell’Angelus di domenica 7. Dopo una riflessione introduttiva dedicata al brano evangelico di Luca (10,1-12.17-20), il Pontefice ha esortato i fedeli «a pregare per le povere persone inermi uccise o ferite dall’attacco aereo che ha colpito un centro di detenzione di migranti in Libia». Per Francesco si tratta di fatti «gravi» che «la comunità internazionale non può tollerare». Da qui l’auspicio che «siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi». Dal Papa anche l’invito a ricordare «tutte le vittime delle stragi che recentemente sono state compiute in Afghanistan, Mali, Burkina Faso e Niger». 

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