Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

I migranti
non sfuggono alla tratta

· Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni ·

Il 71 per cento dei migranti che partono dall’Africa alla volta dell’Europa, lungo la rotta del Mediterraneo centrale, è stato vittima di sfruttamento e tratta di esseri umani. È quanto denuncia l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Lo studio dell’Oim, pubblicato ieri, è stato condotto nell’arco di dieci mesi lungo le rotte del Mediterraneo centrale e di quello orientale, raccogliendo i dati di oltre 9000 migranti. 

I migranti attraversano il deserto del Sahara (Reuters)

Lungo la rotta del Mediterraneo centrale, il 49 per cento delle persone interpellate ha dichiarato di essere stato trattenuto contro la propria volontà, di fatto rapito per ottenere un riscatto. E la Libia è il paese dove è avvenuta la maggioranza dei sequestri. Più è lungo il periodo di transito, più il migrante è vulnerabile rispetto a situazioni di sfruttamento e tratta di esseri umani. Infatti, il 79 per cento dei migranti che ha trascorso come minimo un anno in un paese diverso da quello di partenza ha vissuto almeno una delle situazioni di sfruttamento prese in considerazione dall’Oim. I migranti intervistati in Italia sono quelli che hanno passato più tempo in transito: il 35 per cento ha riferito di oltre sei mesi di viaggio verso l'Europa, contro l’11 per cento riferito da quanti hanno seguito la rotta del Mediterraneo orientale. Di migrazioni si occuperà il consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. Per preparare l’incontro, che riunirà i capi di stato e di governo dei 27 paesi europei, si sono incontrati a Lussemburgo i ministri degli affari europei di tutti gli Stati membri dell’Ue. Secondo quanto emerso da fonti di stampa, ci saranno passi in avanti concreti, in particolare sul fronte dell’aiuto ai paesi africani da cui hanno origine i flussi. Nella bozza del documento conclusivo, alla quale si sta lavorando, sembra ci sia già l’esplicita menzione del lavoro da fare in Africa per prevenire l’immigrazione irregolare, per affrontare le cause originarie dell’immigrazione. Ma sembra ci siano anche un riferimento preciso all’impegno che i 27 devono assumersi per lavorare su una politica più efficace per la gestione delle frontiere esterne e parole chiare per ricordare a tutti i principi di solidarietà e di responsabilità per la gestione interna dei migranti e dei richiedenti asilo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE