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I migranti
e la sfida del lavoro

· Insufficiente la risposta dei Governi ·

«Nonostante i problemi dell’invecchiamento della popolazione e della bassa crescita economica, sono pochi i Governi che fanno qualcosa per aiutare gli immigrati a passare da lavori precari e poco qualificati a un lavoro dignitoso». La denuncia è contenuta nel nuovo rapporto del Migration Policy Institute (Mpi) e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), proprio mentre in Europa il dibattito sulla gestione dei flussi migratori si fa sempre più teso. Come testimonia quanto accaduto ieri a Roma, nel centro migranti dell’Infernetto, dove è scoppiata una violenta rissa: quattro le persone trasportate in ospedale con ferite e contusioni. L’episodio fa seguito a giorni di altissima tensione tra gli abitanti del quartiere di Tor Sapienza e gruppi di migranti.

Molti Paesi nel mondo — secondo lo studio dell’Mpi e dell’Ilo — sono ancora indietro nell’affrontare il problema migratorio. E questo soprattutto sul fronte dell’inserimento lavorativo. «Anche se negli ultimi dieci anni alcuni Paesi hanno fatto investimenti importanti in politiche di integrazione nel mercato del lavoro, l’obiettivo è stato soltanto quello di dare un lavoro agli immigrati». Il risultato è che «queste politiche non hanno favorito la progressione di carriera con il passare del tempo» e dunque gli immigrati restano ancora vittime di discriminazione e di immobilismo sociale.

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20 ottobre 2019

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