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Per i migranti diritti umani e non solo miliardi

· L’Europa assicura altri fondi per i paesi di origine ma le organizzazioni umanitarie chiedono rassicurazioni sugli standard di gestione dei flussi ·

Potenzialità e rischi nel piano sui migranti presentato dalla Commissione europea. Vengono aumentati i fondi ma, secondo l’organizzazione umanitaria Oxfam, il piano europeo «rischia di delegare a paesi terzi il controllo delle frontiere europee, lasciando decine di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da guerre, persecuzioni e fame senza la tutela e la protezione di cui hanno bisogno». 

Migranti  detenuti a  Tripoli (Reuters)

Meno di due mesi dopo la presentazione del «migration compact» da parte dell’Italia, che promuoveva una cooperazione mirata con i paesi extra Ue di origine e transito dei migranti, Bruxelles fa sua l’idea di strumenti finanziari innovativi e mette in campo 65 miliardi di euro.

La strategia, che passerà al vaglio del prossimo Consiglio dei capi di Stato e di Governo a fine giugno, punta alla riduzione dei flussi migratori verso l’Europa attraverso progetti finanziati dal bilancio dell’Ue ma anche da singoli paesi dell’Unione e, grazie alle garanzie fornite dalla Banca europea degli investimenti, Bei, prevede un intervento dei privati. Beneficiari sono soprattutto paesi africani e del Medio oriente. Si mira ad aumentare il numero dei rimpatri, permettere a richiedenti asilo e rifugiati di restare più vicini al proprio paese. Nel lungo periodo, l’intento dichiarato è quello di sostenere lo sviluppo dei paesi terzi, eliminando così alla radice le cause dell’immigrazione irregolare. Le risorse di cui si parla si vanno ad aggiungere al fondo Ue per l’Africa istituito lo scorso novembre, al vertice internazionale tra leader europei e africani che si è svolto a La Valletta, a Malta. In quel caso erano stati promessi 1,8 miliardi di euro, sempre con contributo misto di Ue e singoli Stati, con un finanziamento aggiuntivo di un miliardo tra contributi comunitari dal Fondo europeo per lo sviluppo e altri nazionali.

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13 dicembre 2019

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