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I grandi elettori
al voto
per confermare Trump

Il collegio elettorale (l’insieme dei 538 grandi elettori espressi da ciascuno dei 50 stati dell’unione in base alla popolazione) si riunisce oggi per eleggere formalmente il 45º presidente degli Stati Uniti. E sarà il repubblicano Donald Trump, che ha ottenuto l’8 novembre scorso 306 grandi elettori contro i 232 della rivale democratica Hillary Clinton. E ciò nonostante quest’ultima abbia ottenuto ben 2,8 milioni di voti popolari in più.

Il paradosso è tutto nel sistema elettorale statunitense che non è diretto (non vince chi prende più voti a livello nazionale dell’altro) ma indiretto e sulla base dei singoli stati (vince chi raggiunge quota 270 grandi elettori sui 538 in palio) e quindi chi prende anche un solo voto in più nel singolo stato, conquistandone il più possibile. Trump infatti ha vinto stati elettoralmente più pesanti (che attribuivano più grandi elettori) della rivale. Oggi nelle capitali di ciascuno dei 50 stati, più il distretto di Columbia dove sorge la capitale Washington che assegna solo tre voti, si riuniranno i grandi elettori che procederanno al voto. La loro designazione è stata materialmente fissata dopo il voto dell’8 novembre dai governatori dei singoli stati che hanno preparato sette “certificati di accertamento” dell’esito del voto, il documento ufficiale con i voti ottenuti da ogni singolo candidato. Uno dei sette certificati è inviato a Washington agli uffici del National Archives and Records Administration. Gli altri sei saranno usati per le complesse e ridondanti procedure materiali di voto. Il 6 gennaio 2017 il Congresso (senato e camera) si riunirà in sessione congiunta e si inizierà la conta in ordine alfabetico (stato per stato) dei voti espressi dai grandi elettori. Il vicepresidente uscente, Biden, in qualità di presidente del senato annuncerà formalmente l’esito del voto e dichiarerà eletto il presidente e il suo vice.

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