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I figli di Bronisław

· Il cardinale Bertone ha inaugurato in Polonia il primo Centro Studi Ratzinger ·

La lezione non scritta del beato che non riuscì mai a diventare sacerdote

Quelle tracce di sangue sul muro proprio non se ne volevano andare. Neanche passando più mani di vernice, o raschiando l’intonaco; è stato necessario abbattere la chiesa dei gesuiti, nella piazza centrale, per far sparire quel segno, fastidioso come un grido, che continuava a riaffiorare dalle pietre, impresso dalla mano di un ragazzo durante la fucilazione. La storia della distruzione da parte dei nazisti del collegio dei gesuiti di Bydgoszcz, uno dei capoluoghi del voivodato della Cuiavia-Pomerania, è una leggenda che potrebbe nascondere una buona parte di verità: il 4 settembre del 1939, pochi giorni dopo l'invasione tedesca della Polonia, vennero trucidate più di mille persone, comprese alcune dozzine di boy-scout dell'età di 12-16 anni: furono messi in fila contro un muro nella piazza del mercato e fucilati. Migliaia di altre persone sarebbero morte qualche anno più tardi nei campi di sterminio nazisti. Molte volte nella storia, la testimonianza cristiana è arrivata fino al sangue tra i placidi canali della «piccola Venezia» attraversata dal fiume Brda; in questa città Jerzy Popiełuszko ha celebrato la sua ultima messa nella chiesa di periferia dei Santi primi martiri polacchi prima di essere rapito ed ucciso, il 19 ottobre 1984.  Non è facile cancellare le tracce del male compiuto, tanto meno annullare la misteriosa fecondità che scaturisce dal sacrificio di sè liberamente accettato per amore, come insegna la storia di Bronisław Kostkowski, beatificato da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999  insieme ad altre 107 vittime della persecuzione contro la Chiesa polacca durante l’occupazione tedesca. Morto a 27 anni, Bronisław non è mai stato ordinato sacerdote, il suo seminario, dopo la cattura da parte della Gestapo, il 7 novembre del 1939, è stato “itinerante”: dal convento salesiano di Lad, trasformato in campo di internamento per ecclesiastici (ai  verfluchte Pfaffe, i “dannati preti” era riservato un trattamento particolarmente crudele), è proseguito nei campi di  Szczeglin e Sachsenhausen, per concludersi tragicamente a Dachau nell’agosto del 1942. Ma «dove un santo ha abitato (...) il luogo è santo, e la santità non si partirà mai di là. Se pure dagli eserciti sarà calpestato, se pure verranno, con le guide, a visitarlo, i turisti» scrive Eliot nel celebre "Murder in the cathedral": il liceo dove Bronislaw ha studiato e ha detto il suo primo sì alla chiamata di Gesù — pagata subito con la bocciatura alla maturità — è oggi il seminario di Bydgoszcz. Nella stessa città, presso l’università Kujawy e Pomorze, è stato appena inaugurato, l'11 giugno scorso un Centro Studi Ratzinger, con lo scopo di rendere continuità educativa il pensiero teologico di Benedetto XVI, seguito da un convegno internazionale sulla Caritas in Veritate.

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18 settembre 2019

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