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​I falsi idoli
che feriscono il Messico

· ​Il cardinale Norberto Rivera Carrera denuncia violenza e corruzione ·

La violenza, la corruzione e la sete di potere sono i «falsi idoli» da cui il Messico deve al più presto liberarsi. È quanto ha detto il cardinale arcivescovo della capitale, Norberto Rivera Carrera, nell’omelia della messa del giovedì santo in cui ha chiesto ai fedeli, e in particolare ai sacerdoti, di unirsi in preghiera per rispondere «alle gravi sfide che presenta una società sempre più frammentata e relativista».

Il porporato messicano è dunque tornato a denunciare la grave situazione sociale del Paese, in cui vaste aree si trovano a subire la schiavitù del crimine organizzato, derivante da una smisurata ambizione di potere che attecchisce soprattutto in contesti di povertà e di corruzione. L’occasione è stata appunto la celebrazione della messa crismale, nella quale, oltre a benedire gli oli santi, Rivera Carrera ha esortato i sacerdoti a rinnovare l’impegno per l’evangelizzazione del Paese. E ha invocato il Signore perché aiuti i cristiani a comprendere «quanto ancora abbiamo bisogno di essere liberati», faccia aprire gli occhi della coscienza di fronte a quell’estesa porzione del Messico che appare schiava della violenza e del crimine. «Ci sono migliaia di persone — ha detto — che muoiono a seguito della violenza più folle e diabolica, tante famiglie spezzate, tanto disprezzo per la dignità della persona umana. E tutto ciò a causa della smisurata ambizione di ricchezza e di potere, falsi idoli che non danno quello che promettono, ma prendono la vita dei suoi fedeli». 

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22 settembre 2019

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