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I dolori del giovane Timothy

· Per Geithner i conti pubblici americani sono insostenibili ·

«I conti pubblici americani sono insostenibili ed è necessaria una strategia credibile per ridurre il deficit e il debito che rischiano di pesare sulla crescita». Il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, lancia un nuovo appello bipartisan al Congresso per raggiungere al più presto un accordo per l’innalzamento del tetto del debito a stelle e strisce. Un accordo fondamentale per evitare lo spettro del default.

Intervenuto ieri al Council of Foreign Relation, Geithner si è mostrato ottimista: «Un accordo fra repubblicani e democratici sul piano di risanamento dei conti pubblici è più vicino ora che dieci anni fa». Il risanamento è «una sfida gestibile per gli Stati Uniti, che però va affrontata ora in modo bipartisan». Un messaggio chiaro anche a livello monetario: «Un dollaro forte è negli interessi degli Stati Uniti che non attueranno mai, almeno fino a quando io occuperò questo posto, una politica per un dollaro debole». Sui mercati internazionali, il biglietto verde continua a subire un forte deprezzamento nei confronti dell’euro.

L'economia americana «sta guarendo» — ha detto Geithner — ma il petrolio oppone «venti contrari anche se ora non minaccia la ripresa, pur avendo un potenziale molto significativo». L’economia dovrebbe crescere del 3-4 per cento nei prossimi due anni ma — ha reso noto Geithner — la disoccupazione resta alta e il mercato immobiliare molto debole: «Ci vorranno anni prima che si riprenda» ha spiegato. Le tre principali sfide che l’Amministrazione Obama deve affrontare sono la crescita, la riforma della finanza e le finanze pubbliche. Il deficit dovrebbe essere sotto il tre per cento e il risanamento non deve avvenire a spese della crescita. «Uno dei maggiori errori commessi dai Governi durante la crisi — ha detto Geithner — è stato quello di ridurre il bilancio in modo veloce invece che in modo graduale».

La vera spina nel fianco di Washington si chiama settore immobiliare. Nel mese di febbraio, l’indice S&P Case, che misura l'andamento dei prezzi delle abitazioni nelle principali venti aree metropolitane del Paese, è sceso del 3,3 per cento su base annuale, portandosi sui minimi dall’aprile 2009. «Non c'è nessuna buona notizia sul mercato immobiliare residenziale; i prezzi continuano a scendere mentre l’andamento delle vendite e delle nuove costruzioni resta deludente» spiega una nota di S&P Case.

Ma, nonostante la crisi del settore immobiliare, la fiducia dei consumatori americani è salita e le trimestrali procedono a gonfie vele. E Wall Street vola ai massimi dal 2008, con il Nasdaq a pochi punti dai massimi degli ultimi dieci anni. Il Dow Jones ha chiuso ieri salendo di 115,49 punti o lo 0,9 per cento. Il Nasdaq è avanzato di 21,66 punti o lo 0,8 per cento. Lo S&P 500 ha guadagnato 11,99 punti o lo 0,9 per cento, il livello più alto dal 2008. La fiducia dei consumatori americani è salita in aprile a 65,4, il secondo livello più alto da quando è iniziata la recessione nel 2008. Fra i singoli titoli, Ford sale l’1,8 per cento dopo il miglior primo trimestre da tredici anni.

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