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I discorsi non bastano più

· Per purificare la religiosità popolare ·

«I discorsi non bastano più, l’orologio della storia segna l’ora in cui non è più solo questione di parlare di Cristo, quanto piuttosto di diventare Cristo, luogo della sua presenza e della sua parola». Aveva ragione Pavel Evdokimov.

 L’ho pensato più volte, dentro di me, nel leggere le cronache da Oppido Mamertina, con la processione fermata in segno di devozione davanti alla casa del boss locale, come del resto pare avvenisse da trent’anni, o quelle che raccontano dei detenuti mafiosi del carcere di Larino, pronti a disertare la messa ritenendo non avere essa un senso dopo la scomunica caduta sulle teste dei mafiosi.

Fatti diversi, eppure collegati da un filo rosso: le parole di Papa Francesco, che il 21 giugno, a Sibari, non ha certo peccato di chiarezza: «I mafiosi sono scomunicati». Un’affermazione prorompente, quanto la verità sulla quale essa poggia. Per rendersene conto, basta guardare alla struttura psicologica, mentale e materiale della mafia: con il rito di affiliazione i mafiosi si votano a un’altra religione; compiono una scelta radicalmente diversa da quella dei battezzati cristiani, in netta antitesi con i valori evangelici.

Vincenzo Bertolone 

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23 agosto 2019

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