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I difetti dei santi

· Beatificato in Brasile il missionario Giovanni Schiavo ·

Il santo della carità deve avere qualche «difetto»: amare «troppo» Dio e le persone più povere, pregare «tanto» ed essere anche creativo, operativo, paziente e prudente ma sempre in dosi eccessive. A queste caratteristiche corrisponde il profilo di Giovanni Schiavo, beatificato sabato 28 ottobre a Caxias do Sul, in Brasile, a poco più di cinquant’anni dalla morte, avvenuta il 27 gennaio 1967. Presiedendo il rito, in rappresentanza del Papa, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ha rilanciato l’attualità della testimonianza di questo missionario italiano della congregazione di San Giuseppe fondata da san Leonardo Murialdo.

Giovanni Schiavo, nato l’8 luglio 1903 in provincia di Vicenza, «si è santificato qui, in questa terra brasiliana, patria di santi e di martiri» ha ricordato il celebrante. E così «dopo la canonizzazione di frei Galvão, avvenuta a San Paolo nel 2007, due settimane fa in piazza San Pietro Papa Francesco ha canonizzato i protomartiri brasiliani: sant’Andrea de Soveral, sant’Ambrogio Francesco Ferro, sacerdoti diocesani; san Matteo Moreira, laico, e ventisette compagni, uccisi in odio alla fede a Cunhaú e Uruaçú nel 1645. Furono vittime innocenti e inermi dei nemici della Chiesa».

«Il loro sacrificio, però, non è stato inutile» ha fatto presente il porporato. «Le radici della fiorente Chiesa brasiliana sono infatti salde e vigorose, perché bagnate dal sangue dei martiri». In particolare — ha detto il cardinale Amato — «penso che, alla schiera dei santi brasiliani, possa appartenere a ragione il beato Giovanni Schiavo». Infatti «egli si sentiva intimamente brasiliano: aveva trascorso la sua intera vita sacerdotale e apostolica in Brasile, trovando qui il terreno fertile per vivere e praticare in modo eroico il Vangelo di Gesù».

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