Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

I danni dell’odio verso se stessi

· ​Stati generali della cultura classica in Francia ·

In Francia convocare gli stati generali evoca subito l’avvio di quel processo che portò nel 1789 alla rivoluzione e implica il riconoscimento di una situazione di grave crisi, a cui si deve porre rimedio. Il prossimo 28 febbraio si svolgeranno alla Sorbona gli stati generali dell’antichità, che riuniscono associazioni di professori di liceo e di università, per denunciare una crisi e sollecitare misure per il suo superamento.

In uno dei Paesi più colti e civili del mondo lo studio e la conoscenza delle lingue classiche e, più in generale, della civiltà greco-romana sono stati pressoché estromessi dalla scuola media superiore e ridimensionati anche all’università, mentre sono stati ridotti i finanziamenti statali alla ricerca in ambito umanistico: la classe dirigente e i responsabili governativi sembrano del tutto asserviti a un modello tecnologico ed economicistico di società e altrettanto insensibili alle esigenze di una formazione culturale della persona.

Anonimo, «Pierre de Ronsard» (XVII secolo)

L’allarme che gli studiosi francesi di area umanistica lanciano è quindi più che fondato e peraltro non riguarda la sola Francia: come è noto, il Regno Unito non sta meglio e, se la tradizione del liceo classico in Italia o dell’humanistisches Gymnasium in Germania ha sinora preservato questi due Paesi da un analogo declino, il rischio di ridurre gli spazi dedicati all’eredità del mondo antico in nome di una malintesa modernità resta sempre molto alto.

Che un’Europa in evidente crisi perché fondata solo su regole burocratico-economiche abbia bisogno di ritrovare slancio in ideali e modelli culturali comuni sembra innegabile. Ci si può però domandare se rimettere al centro dell’attenzione dei governi e delle loro politiche culturali la formazione umanistica e le sue radici classiche serva solo a un’ipotetica Europa che verrà. Infatti l’eredità classica ha un respiro più vasto: la filosofia greca, il diritto romano, la spiritualità e la carità cristiane sono elementi strutturali di qualsiasi neoumanesimo, europeo e non; l’universalismo cristiano nasce dalla rottura con la pregiudiziale etnica del giudaismo, ma tale rottura avviene a contatto con l’universalismo della civiltà ellenistico-romana: senza la Grecia e senza Roma si sarebbe rimasti a una sorta di giudeocristianesimo privo di avvenire.

Il rilancio delle discipline umanistiche in tutta Europa deve allora partire dall’esigenza di trasmettere alle generazioni successive la consapevolezza di questa nostra eredità, senza la quale non si dà alcun progetto per il futuro: a tutti i livelli bisogna incoraggiare i giovani a conoscersi e quindi a conoscere un passato, di cui è doveroso essere orgogliosi. 

di Giuseppe Zecchini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE