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I curdi entrano nell’ultima roccaforte dell’Is

· ​A Sochi nuovo vertice tra Putin, Erdoğan e Rohani ·

Le forze curdo-siriane sono entrate oggi nella cittadina di Baghuz, ultima roccaforte del sedicente stato islamico (Is) nella Siria sud-orientale, ma la resistenza dei miliziani jihadisti costringe i combattenti curdi a un’avanzata molto lenta. Lo riferiscono fonti militari sul fronte.

Le stesse fonti affermano che l’Is ormai controlla un’area di poche centinaia di metri quadrati, difesi però da oltre mille jihadisti. L’avanzata è molto lenta anche a causa di ordigni inesplosi e di trappole esplosive. Le fonti affermano inoltre che nelle ultime 24 ore centinaia di combattenti stranieri dell’Is si sono arresi durante la battaglia contro le forze curde. L’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra) afferma che sono 240 i jihadisti arresisi a Baghuz nelle ultime ore. Ma è impossibile verificare in maniera indipendente sul terreno queste informazioni.

Intanto, i presidenti di Russia, Turchia e Iran si incontrano oggi a Sochi per il quarto vertice dedicato alla Siria nel quadro del cosiddetto processo di Astana. In cima all’agenda, la situazione nella provincia nordoccidentale di Idlib, l’annunciato ritiro americano dalla Siria e le trattative in corso per la formazione di una commissione incaricata di riscrivere la Costituzione siriana. «Durante i colloqui, le parti intendono considerare ulteriori passi da compiere insieme per la normalizzazione della situazione in Siria» ha fatto sapere il Cremlino. Secondo i media russi, Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdoğan e Hassan Rohani parleranno anche della situazione nelle aree nel nordest del paese arabo. La presidenza turca ha fatto sapere che nel corso del summit «saranno esaminati gli sforzi congiunti sul terreno e nel contesto del processo politico di Astana con l’obiettivo di trovare una soluzione duratura al conflitto siriano». Stando all’agenzia ufficiale iraniana Irna, al centro dei colloqui ci saranno le «misure congiunte di contrasto al terrorismo nella regione, il ritorno dei rifugiati e il ripristino della stabilità politica». 

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20 marzo 2019

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