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I curdi cedono
Manbij ad Assad

· ​Improvvisa svolta nel conflitto siriano dopo il ritiro degli Stati Uniti ·

Erdoğan ammassa truppe e mezzi al confine per lanciare l’offensiva

Il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria apre nuovi spazi di manovra per i principali attori del conflitto che da oltre sette anni lacera il paese mediorientale. Ieri le Unità di protezione popolare — braccio armato dei curdi siriani, finora stretti alleati della coalizione internazionale a guida statunitense — hanno annunciato di essere pronti a cedere la città di Manbij alle forze dell’esercito di Assad.

Situata a est di Aleppo, nel nord del paese, a pochi chilometri da Kobane e dal confine con la Turchia, Manbij è un avamposto strategico, da sempre terreno di tensioni tra i curdi e Ankara.

Si tratta senza dubbio di una svolta importante nell’evoluzione del conflitto siriano. La conferma è arrivata dall’agenzia del governo, Sana. I curdi hanno chiesto espressamente all’esercito di Damasco di schierare mezzi e truppe a Manbij per proteggerli dalle minacce del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che da settimane prepara una massiccia offensiva proprio nel nord della Siria per contrastare le Unità di protezione popolare, considerate da Ankara vicine al Pkk e dunque sostenitrici del terrorismo. «Invitiamo le forze del governo siriano, che sono obbligate a proteggere il paese, la nazione e le sue frontiere, a prendere il controllo delle aree dalle quali si sono ritirate le nostre forze, in particolare Manbji, e a proteggerle contro un’invasione turca» si legge in una nota diffusa dalle Unità di protezione popolare. Al momento — stando a testimoni locali — truppe lealiste sono già arrivate a Manbij e Kobane, e altre si stanno muovendo per rafforzare il fronte.

Dall’altra parte della frontiera, Erdoğan sta ammassando truppe e carri armati. «Le milizie curde non hanno alcuna autorità per invitare altri elementi nelle zone sotto il loro controllo nel nord-est della Siria» si legge in una nota del ministero della difesa turco.

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19 settembre 2019

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