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Per i cubani
niente più eccezioni

· ​Stesse regole degli altri per emigrare negli Stati Uniti ·

Non sarà più sufficiente per i cittadini cubani toccare il suolo statunitense per ottenere la residenza. È quanto ha annunciato il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, spiegando che la normativa cancellata ieri rientrava nelle scelte fatte in un’era di gelo, nei rapporti tra L’Avana e Washington, ormai superata. Il governo cubano plaude all’iniziativa, mentre sembra restino più perplessi i cittadini dell’isola caraibica.

Obama ha annunciato la revoca, con effetto immediato, della norma nota come wet foot, dry foot, che era stata introdotta dal presidente Bill Clinton nel 1995. Consentiva a immigrati clandestini cubani giunti sul territorio statunitense di ottenere un permesso di soggiorno. «Cancellandola — ha sottolineato Obama — gli immigrati cubani verranno trattati allo stesso modo di quelli provenienti da altri paesi». Secondo Obama, dunque, si tratta di un altro «passo importante verso la normalizzazione del rapporto tra i due paesi», avviata due anni fa e culminata nella storica visita di Obama nell’isola a marzo scorso. In sostanza, d’ora in poi i cittadini cubani che tenteranno di entrare negli Stati Uniti in modo irregolare senza essere qualificabili per un trattamento di natura umanitaria verranno espulsi, così come la legge statunitense prevede per gli immigrati di altre nazionalità. La decisione dell’amministrazione Obama è legata all’accordo con Cuba, che aveva chiesto la revoca del wet foot, dry foot nell’ambito dei negoziati con Washington per il disgelo. Il governo cubano ha espresso infatti il suo apprezzamento, spiegando che la regola creava seri problemi alla sicurezza aprendo la porta a traffico degli esseri umani, frodi e violenze». Sono parole di Josefina Vidal, responsabile dei rapporti con gli Stati Uniti per il ministero degli esteri cubano.

Secondo i media statunitensi, la decisione, presa da Obama a una settimana di distanza dalla fine del suo secondo mandato da presidente è stata voluta per rafforzare il percorso di cambiamento prima dell’avvio, il 20 gennaio, del mandato di Donald Trump, che in più occasioni durante la campagna elettorale ha espresso forti critiche al nuovo corso dei rapporti tra Washington e L’Avana. Ma questo provvedimento non contrasta con la promessa di Trump di imprimere una stretta sull’immigrazione. Ci sono anche alcune critiche, come quella del sindaco di Miami, Tomas Regalado, che ha parlato di «regalo di addio di Obama a Raúl Castro». Nel 2016, hanno beneficiato della norma, ieri abrogata, quasi centomila cubani, la maggior parte giunta negli Stati Uniti via Messico o Canada. Si è parlato di un’intensificazione degli arrivi proprio in vista della prevista cancellazione della regola.

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19 agosto 2019

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