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I capolavori destinati a pochi disponibili per tutti

· Nuovo progetto di digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca Vaticana ·

Tremila manoscritti della Biblioteca Vaticana saranno digitalizzai e messi a disposizione gratuitamente on line. Lo annuncia il prefetto, monsignor Cesare Pasini, anticipando un progetto che sarà presentato giovedì 20 nella Sala Stampa Vaticana. Fra gli ottantamila manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana non è difficile scegliere esemplari di particolare significato e valore. Ci si può imbattere, ad esempio, nel manoscritto azteco precolombiano, trascritto probabilmente attorno a Puebla (Messico) alla fine del XV secolo (Borgiano messicano, 1) o nelle pagine della Divina Commedia illustrate da Sandro Botticelli per Lorenzo il Magnifico (Reginense latino 1896, pt. a) o nell’esemplare magnificamente miniato della Mishneh Torah di Maimonide vergato in semicorsiva ashkenazita fra il 1451 e il 1475 (Rossiano, 498). E si potrebbe continuare l’elenco con la Bibbia Urbinate (Urbinate latino, 1-2), con i 73 frammenti coranici cufici entrati in Vaticana nel 1946 (Vaticano arabo, 1605), con l’Iliade bilingue greco-latina copiata da Giovanni Rhosos e da Bartolomeo Sanvito e miniata da Gaspare di Padova (Vaticano greco, 1626), con il Virgilio Vaticano, prodotto a Roma verso il 400 dell’era cristiana (Vaticano latino, 3225). Tutti capolavori assai noti agli specialisti e vero tesoro dell’umanità. La scelta dei capolavori e delle raccolte elencate, non è casuale: essi indicano i manoscritti dei quali si prevede la digitalizzazione nel nuovo progetto realizzato in collaborazione con Ntt Data, una società giapponese di servizi tecnologici di particolare rilievo in tutto il mondo per la sua competenza nell’ambito delle strutture informatiche e della comunicazione.

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11 dicembre 2019

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