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I bambini non sono
piccoli adulti

· Sulla sperimentazione pediatrica ·

La partecipazione di bambini a sperimentazioni cliniche pone notevoli problemi di etica. Nella seconda metà del secolo scorso sono stati sviluppati protocolli metodologicamente sempre più rigorosi per la sperimentazione di nuovi farmaci e codici per l’etica della ricerca. I codici furono adottati a seguito di gravi violazioni dei diritti umani commesse durante sperimentazioni, anche con bambini. In particolare, le atrocità commesse dai medici nazisti condussero all’adozione del Codice di Norimberga. Ad esso seguirono altri documenti volti a garantire la protezione dei pazienti partecipanti alle sperimentazioni e la conformità dei protocolli di ricerca ai principi di etica.

Nei protocolli e con i documenti si è spesso cercato di evitare, o almeno di limitare fortemente, la sperimentazione pediatrica. L’esclusione dei bambini da sperimentazioni consente di evitare loro i rischi che ogni sperimentazione comporta, ma, allo stesso tempo, preclude agli stessi bambini la possibilità di fruire dei benefici che dalla sperimentazione possono derivare. Una delle conseguenze più rilevanti di tale situazione consiste nel fatto che, non essendo disponibili studi specifici per la pediatria, spesso si utilizzano informazioni provenienti da studi effettuati con persone adulte per quanto riguarda dosaggi appropriati, tossicità, metabolismo e altri parametri di farmaci sperimentali. In pediatria frequentemente si somministrano quindi farmaci per adulti in dosi ridotte. I bambini sono cioè trattati come “piccoli adulti”, trascurando le profonde differenze nella fisiologia tra un organismo in sviluppo e un organismo adulto. Secondo dati in letteratura, circa il 40 per cento dei bambini ricoverati nei reparti pediatrici ricevono farmaci cosiddetti off label, cioè in modo non conforme alle indicazioni per cui il farmaco è registrato. In alcuni ambiti (per esempio in neurologia e in oncologia) il fenomeno raggiunge dimensioni fino al 90 per cento.

Ormai da alcuni anni si cerca di porre un rimedio a tale fenomeno. Nell’Unione Europea, negli Stati Uniti d’America e in molte nazioni sono state adottate regole per promuovere la sperimentazione in pediatria, assicurando la maggior tutela possibile ai bambini partecipanti. 

di Carlo Petrini

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17 ottobre 2019

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