Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​I bambini di Aleppo continuano a morire

· ​Mentre si fa sempre più alta la tensione tra Washington e Mosca ·

Sulla Siria gli Stati Uniti sono pronti a considerare tutte le opzioni, anche quella militare. Ne discuteranno oggi il presidente Barack Obama insieme ai suoi collaboratori più stretti in materia militare, in una riunione alla Casa Bianca. A confermare la notizia è la Reuters, che sottolinea come il vertice sia stato convocato in un momento di tensione altissima tra Washington e Mosca. Ieri il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato un accordo con Damasco che permette all’aeronautica di usare a tempo indeterminato, e a titolo gratuito, la base aerea di Hmeymim nella Siria nord-occidentale. A Hmeymim è già dispiegato gran parte del contingente russo, stimato intorno ai 4000 uomini. Mosca dispone anche di una base navale a Tartus. E mentre la diplomazia fatica a trovare strade percorribili, ad Aleppo la situazione umanitaria si fa di giorno in giorno più drammatica. L’Unicef parla di nove bambini morti negli ultimi giorni di bombardamenti. In generale, si contano decine di vittime negli scontri tra governativi e ribelli, soprattutto nei quartieri orientali di quella che un tempo era la seconda città della Siria. Sono almeno due milioni i civili intrappolati in tutta l’area di Aleppo, e gli aiuti umanitari stentano ad arrivare. «Qualsiasi siano le divisioni che possono esistere, adesso è più importante essere uniti» ha detto Antonio Guterres, prossimo segretario generale dell’Onu. «È il momento di combattere per la pace. Vedere il popolo siriano che soffre così tanto mi spezza il cuore». Poi, Guterres ha sottolineato la necessità di «rompere l’alleanza tra i gruppi terroristici e la violenza estremista, da una parte, e il populismo e la xenofobia, dall’altra. Dobbiamo essere in grado di combattere entrambi con determinazione». Ieri almeno dodici civili, di cui quattro bambini, sono stati uccisi da razzi lanciati da forze ribelli sulla parte ovest di Aleppo. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE