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Scritta sulla seta

· Persecuzioni anticristiane tra Sette e Ottocento in Corea ·

Quando, nell’antico regno di Choson, i primi gruppi di cristiani cominciarono a riflettere in modo più approfondito sui contenuti della dottrina cattolica, alcuni di loro presero a ipotizzare la possibilità di far arrivare dei sacerdoti — in Corea ancora non ve ne erano — che potessero fare da guida alla loro giovane comunità.

I martiri Agostino Yu Chin-gil e Pietro Yu Tae-ch’ol

Fu così che nel 1790 Yun Yu-il fu inviato in segreto come parte dell'entourage diplomatico in visita a Pechino, per richiedere l'invio di missionari direttamente al vescovo della capitale cinese, Alessandro de Gouvea. Nel 1801 fu scatenata la prima grande persecuzione contro i cristiani e non solo la comunità coreana perse la sua guida spirituale ma la classe degli yangban, ovvero coloro che per primi importarono i testi sulla dottrina cattolica in Corea, venne quasi interamente decimata. Hwang Sayong era un brillante aristocratico e discepolo del primo prete cinese giunto in Corea. Durante la prima persecuzione si rifugiò in una grotta nella regione di Chungcheong — proprio la regione che Papa Francesco visiterà nel suo viaggio e che ha dato i natali a un terzo dei martiri coreani — e decise di scrivere una lettera al vescovo di Pechino. Hwang Sayong compose la lettera su una stoffa di seta, con l’intenzione di informare il vescovo Alessandro De Gouvea della disastrosa situazione in cui versava la comunità cristiana. Nel tardo autunno del 1801 le truppe governative intercettarono però i messaggeri che la trasportavano. Hwang venne condannato per alto tradimento. Dopo l’esecuzione di Hwang a Seoul venne immediatamente dato l’ordine di creare una rete di sorveglianza che includeva cinque nuclei familiari. Veniva stabilito una sorta di giuramento di delazione. A fine mese ogni capo famiglia doveva riportare alle autorità chiunque fosse sospettato di praticare il culto cristiano. In poco tempo più di cento cristiani furono condannati a morte e altri centinaia vennero esiliati.

da Seoul Cristian Martini Grimaldi

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16 ottobre 2019

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