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​Hudayda
sotto le bombe

· Ancora raid della coalizione a guida saudita nello Yemen ·

Non conosce tregua l’offensiva della coalizione internazionale a guida saudita nell’area di Hudayda, nello Yemen. Nuovi raid sono stati segnalati nella notte, stando a fonti di stampa. Diversi gli obiettivi colpiti. Hudayda è controllata dai ribelli huthi ed è un centro strategico di fondamentale importanza. Intanto, l’Onu ha confermato che decine di civili sono stati uccisi nei giorni scorsi, sempre nella provincia di Hudayda. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) non ha specificato come sia avvenuta questa strage che hanno colpito le città di Beit Al Faqih e Al Hali, ma i ribelli huthi hanno riferito di attacchi aerei guidati dalla coalizione saudita. Almeno 21 i civili uccisi — secondo il bilancio delle Nazioni Unite — e altri dieci feriti. «I civili stanno pagando un prezzo altissimo a causa di questo conflitto» ha detto Lise Grande, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per il paese. «Questa è la terza volta questo mese che i combattimenti hanno causato un gran numero di vittime a Hudayda» ha aggiunto.

Il conflitto prosegue mentre la popolazione è piegata da fame e povertà. All’inizio della guerra, nel 2015, un dollaro valeva 215 riyal yemeniti, mentre ora ne vale 727, con un aumento del 238 per cento, secondo un rapporto di diverse ong attive sul terreno. La massiccia inflazione ha portato all’aumento del costo anche di altri beni essenziali oltre al cibo, come acqua, elettricità, carburante e medicinali. Il collasso dell’economia e il crollo della moneta, unitamente alle conseguenze del conflitto, hanno ripercussioni devastanti soprattutto sulla vita dei bambini «con oltre 400.000 minori sotto i cinque anni affetti da malnutrizione acuta nel paese e 46.000 ad altissimo rischio di perdere la vita entro la fine dell’anno se non riceveranno assistenza adeguata», si legge nel rapporto.

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08 dicembre 2019

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