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A Hong Kong
proteste e violenze

· Chiuse le reti ferroviarie e la metropolitana ·

Le reti ferroviarie e la metropolitana di Hong Kong sono state chiuse dopo un’ennesima notte di disordini e di violenze, seguita al divieto dell’uso delle mascherine durante le manifestazioni e nei cortei pubblici. La Mtr, la società che gestisce i servizi di trasporto, spesso presa di mira dai dimostranti più violenti, ha sospeso tutti i collegamenti, incluso quello con l’aeroporto internazionale di Hong Kong.

In un video della durata di cinque minuti trasmesso stamane dalle principali emittenti locali, Carrie Lam ha condannato le violenze, definendole «intollerabili e senza precedenti». «Chiedo alla popolazione di sostenere il Governo di Hong Kong per fermare questa violenza come stabilito dalla legge. Condanniamo la violenza insieme», ha dichiarato il capo esecutivo nel video

Negli scontri è rimasto ferito un quattordicenne, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco. Non sono stati diffusi dettagli sulle condizioni del giovane, colpito nel quartiere di Yuen Long e trasportato in ospedale. E non è ancora chiaro se il colpo d’arma da fuoco sia stato sparato da un agente, anche se la stessa polizia ha ammesso che un suo uomo ha esploso colpi d’avvertimento nello stesso distretto dopo l’attacco di un folto gruppo di manifestanti.

Le stazioni ferroviarie e quelle della metropolitana sono l’obiettivo principale dei dimostranti, insieme con edifici e proprietà governativi o cinesi, come gli uffici locali della China Travel Service.

Durate la notte, dopo l’annuncio dei divieti di usare qualunque tipo di mascherina da parte del capo esecutivo, le strade di Hong Kong si sono via via riempite e l’ala più dura degli attivisti si è scontrata a più riprese con le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa. Sono ripresi anche gli attacchi incendiari e i saccheggi.

Poche ore prima, il capo esecutivo, accompagnato da 16 ministri del Gabinetto, aveva affermato che la legge varata con poteri d’urgenza, utilizzati per la prima volta in oltre cinquant’anni grazie a una norma coloniale del 1922, sarebbe entrata in vigore allo scoccare della mezzanotte. «L’abbiamo discussa: è una decisione difficile, ma anche necessaria per il pubblico interesse», aveva detto Lam. «Siamo in una fase piuttosto estesa e grave di pubblico pericolo. È necessario fermare le violenze e restaurare la calma nella società il prima possibile», ha aggiunto, precisando che il divieto «vuole avere un effetto di deterrenza». «Dobbiamo salvare il presente di Hong Kong per il futuro di Hong Kong», aveva concluso.

Secondo il governo dell’ex colonia britannica, l’uso delle mascherine dovrà avere una motivazione plausibile, tra la sicurezza sul luogo di lavoro e le motivazioni religiose.

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13 dicembre 2019

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