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Hong Kong: le proteste
non si placano

· Liberato il leader del “Movimento degli ombrelli” ·

La protesta di Hong Kong non si ferma: dopo lo sgombero delle vie del centro da parte della polizia, avvenuto pacificamente, i manifestanti questa mattina (ora italiana) si sono spostati nelle vicinanze delle sedi istituzionali, in vista delle manifestazioni in programma oggi, tra cui uno sciopero generale di lavoratori, insegnanti e studenti. Le poche centinaia di manifestanti rimaste da ieri a presidio nel centro di Hong Kong dopo il corteo cui hanno partecipato, secondo gli organizzatori, quasi due milioni di persone, hanno lasciato le principali strade della città permettendo alla polizia di riaprirle al traffico. L’operazione è avvenuta dopo ripetuti solleciti, ma senza i momenti di tensione come quelli vissuti mercoledì, quando gli agenti in tenuta antisommossa hanno utilizzato lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla, pronta a entrare nel parlamento, nel giorno in cui la contestatissima legge sulle estradizioni in Cina avrebbe dovuto cominciare il dibattito in seconda lettura. Gli scontri avevano causato circa 80 feriti.

Intanto si è appreso che Joshua Wong, uno degli studenti leader del cosiddetto “movimento degli ombrelli” di Hong Kong del 2014, si unirà alla protesta scatenata dalla controversa legge contro le estradizioni in Cina, sostenendo la richiesta di dimissioni della governatrice Carrie Lam. Appena liberato dal carcere di Lai Chi Kok, nel resoconto dei media locali Wong ha affermato che Lam «non è più qualificata per essere la leader di Hong Kong. Deve riconoscere le sue colpe e dimettersi, farsi carico delle sue responsabilità e lasciare». «Dopo essere uscito dal carcere — ha aggiunto Wong — combatterò con tutti i cittadini di Hong Kong contro questa malvagia legge sulle estradizioni in Cina». Il provvedimento, si ricorda, è stato visto da gran parte della cittadinanza come una minaccia all’autonomia dell’ex colonia britannica nei confronti della Cina.

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19 settembre 2019

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