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Religioni per la pace

· A Hiroshima e a Nagasaki ribadito l’impegno al dialogo ·

Mentre guerre, distruzione, conflitti a sfondo religioso, pulizie etniche e massacri di massa continuano a insanguinare varie parti del mondo, nelle settimane scorse un coro unanime implorante la pace si è alzato dal Giappone, il primo Paese vittima del disastro atomico.

In questo convinto impegno per la pace, le diverse religioni presenti in Giappone sono da sempre in prima linea. Il Comitato della federazione delle religioni di Hiroshima, che comprende rappresentanti dello shinto, delle varie scuole buddhiste e delle diverse confessioni cristiane, e i comitati giapponesi del World Federalist Movement e della World Conference of Religions for Peace (di cui fa parte anche la Chiesa cattolica), sono tra i promotori più attivi di queste celebrazioni annuali. Sia a Hiroshima sia a Nagasaki, è ormai tradizione che momenti di preghiera ecumenica e interreligiosa affianchino le cerimonie civili promosse dalle rispettive municipalità.

di Maria De Giorgi, Centro Shinmeizan per il dialogo interreligioso

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20 settembre 2019

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