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Hariri torna a parlare

· Da Riad il premier dimissionario libanese cerca di smentire le voci su un suo presunto arresto ·

Torna a parlare il premier libanese dimissionario, Sadd Hariri, dopo giorni di silenzio. Il figlio dell’ex premier Rafiq è riapparso ieri, a Riad, in televisione per la prima intervista dal giorno delle dimissioni.

Hariri ha assicurato di «non essere ostaggio di Riad» per poi giustificare il suo gesto: «Mi sono dimesso nell’interesse del Libano perché ho visto che molti sviluppi in atto nella regione stavano nuocendo al mio paese». Tornerò «molto presto per rassegnare le mie dimissioni seguendo il percorso costituzionale». In merito alle speculazioni sul fatto che fosse trattenuto a Riad contro la sua volontà (agli arresti domiciliari, secondo alcune fonti), il premier dimissionario ha affermato: «Le mie dimissioni sono state una mia decisione per provocare uno shock positivo in Libano».

Nell’intervista Hariri non ha mancato di tornare sulle accuse lanciate nei confronti dell’Iran. «L’ingerenza è un peso per i libanesi» ha detto. Parole più calibrate su Hezbollah, il movimento sciita libanese che è partito di governo. «Io non sono contro Hezbollah in quanto partito politico, sono contrario al fatto che Hezbollah giochi un ruolo esterno che possa mettere in pericolo il Libano» ha spiegato Hariri. 

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17 ottobre 2019

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