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Hariri mette in primo piano l’interesse nazionale

· Dopo la sospensione delle dimissioni ·

«L’interesse del Libano viene prima di tutto». Lo ha detto il primo ministro libanese, Saad Hariri, dopo aver incontrato a Beirut il gran mufti del paese, Abdellatif Daryan. «Il mufti è un riferimento per tutti e voglio ringraziarlo perché ha rafforzato l’unità nazionale», ha proseguito Hariri, tornato ieri a Beirut, nel giorno della festa dell’indipendenza, dopo diversi giorni di assenza. «Il signor Hariri ci ha abituato a prendere decisioni coraggiose basate sull’interesse nazionale per salvare il Libano», ha affermato dal canto suo Daryan, sottolineando che la decisione del premier di sospendere le dimissioni annunciate da Riad «è un passo avanti verso il dialogo».

I venti di tensione sembrano quindi per il momento placarsi in Libano, che ha vissuto ore di grande incertezza. Il giorno più lungo è iniziato con il ritorno del premier dopo 18 giorni di assenza dal paese. Hariri aveva dato a sorpresa le dimissioni da capo del governo di unità nazionale, di cui fa parte il movimento sciita Hezbollah. L’annuncio era stato fatto in maniera insolita, in televisione e da Riad, dove il premier si era recato per incontrare i vertici sauditi e da dove aveva rivolto alcune accuse al movimento sciita libanese.

In un contesto regionale teso, per due settimane Hariri era rimasto a Riad, ricevendo la visita di alcuni ambasciatori stranieri. Tra questi, l’emissario di Parigi sembra aver svolto un primo passo di mediazione, che ha poi portato il presidente francese Emmanuel Macron, in quei giorni in visita ad Abu Dhabi, a intervenire direttamente nella vicenda. Il premier ha poi parlato ai sostenitori che lo attendevano alla sua residenza e ha mandato segnali di distensione. «Il Libano prima di tutto. E io rimarrò con voi», ha detto.

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19 marzo 2019

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