Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Hannah e le altre

· Il saggio ·

Nel libro Hannah e le altre (Einaudi, 2013) Nadia Fusini scrive di donne che scrivono. Le donne sono tre e anche se molto diverse si prestano a essere accomunate in una storia avvincente, donne del Novecento che si formarono e si definirono, non si adeguarono ai tempi bui nei quali capitò loro di vivere, diedero nomi nuovi a vicende vecchie, illuminarono e scomposero, con irruzioni di lucidi giudizi, neri depositi di preconcetti, di superstizioni. Simone Weil muore a 34 anni nel 1943; Rachel Bespaloff nel 1949 si uccide a 54 anni; Hannah Arendt se ne va dopo un attacco cardiaco a 69 anni nel 1975. Vissero l’esperienza di essere profughe perché ebree, e forse in quanto tali svilupparono quella freschezza di giudizio non completamente allineato al sistema in cui vivevano, ma soprattutto, sembra suggerire l’autrice, perché donne ebree e la loro originalità sorgeva da questo composto antropologicoculturale. L’autrice individua una struttura comune sotto i destini diversi: il coraggio di cercare parole vere, il considerare l’arte come possibile salvezza, di nutrire una speranza, un atteggiamento etico. ( isabella ducrot ).

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE