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Haiti, il terremoto dimenticato

· Un milione di persone senza cibo e riparo e la folla assalta un convoglio del Pam ·

A sei settimane dal terremoto ad Haiti del 12 gennaio, la condizione delle popolazioni resta drammatica, mentre c'è un progressivo venir meno dell'attenzione della stampa internazionale sulla situazione e di conseguenza del controllo dell'azione di soccorso e di ricostruzione. Ieri, un convoglio di aiuti del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite è stato attaccato nella città di Limbe, nel nord del Paese, alla cui periferia la folla aveva eretto barricate. Il capo della polizia locale, Agostino Dumercy, ha riferito all'agenzia di stampa France Presse che il convoglio del Pam, che trasportava scatole di latte e razioni alimentari, è stato colpito da un fitto lancio di pietre scagliate da centinaia di persone, che hanno poi portato via gli alimenti di almeno un container.

A rendere più drammatica la condizione dei terremotati contribuisce l'arrivo, in anticipo rispetto all'abituale scadenza di fine marzo o primi di aprile, della stagione delle piogge. Intervenendo ieri a un vertice dei Paesi latinoamericani in Messico, il presidente haitiano René Préval ha detto che la ricostruzione sarà lenta, costosa e difficile — nonostante i massicci aiuti promessi dalla comunità internazionale — ma soprattutto ha sottolineato come in questa fase l'aspetto più preoccupante sia appunto la condizione degli sfollati, ricordando che «ogni giorno un milione di haitiani dorme per strada, con problemi resi ancora più gravi dalla pioggia di questi giorni».

Al tempo stesso, ad accrescere il disagio delle popolazioni contribuiscono le continue scosse di assestamento. Una di queste, dopo un'altra analoga di ieri, è stata valutata oggi di magnitudo 4.7 sulla scala Richter dai rilevamenti l’istituto geofisico statunitense, che ne ha localizzato l’epicentro a circa 33 chilometri a ovest dalla capitale Port-au-Prince.

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23 ottobre 2019

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