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Haiti ha bisogno di tutto

· Visita di Ban Ki-moon ·

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha rinnovato al popolo di Haiti la promessa di impegno della comunità internazionale nel sostenere la ricostruzione del Paese caraibico devastato dal terremoto dello scorso 12 gennaio. Ban Ki-moon, impegnato ieri nella sua seconda visita a Port-au-Prince dopo il terremoto, ha avuto un colloquio con il presidente haitiano René Préval, con il quale ha affrontato, tra gli altri temi, anche le prospettive della conferenza internazionale dei donatori in programma il 31 marzo nella sede delle Nazioni Unite a New York. Haiti ha bisogno di scuole, infrastrutture, strade, porti ed energia, ha precisato Ban Ki-moon durante una conferenza stampa.

Qualche giorno fa, il vice segretario dell’Onu per gli affari umanitari, John Holmes, aveva sottolineato che le Nazioni Unite stanno affrontando consistenti problemi per raccogliere i fondi, pari a più di un miliardo e quattrocento milioni di dollari, destinati quest’anno all’assistenza della popolazione haitiana. Ieri, Ban Ki-moon ha confermato che finora è stato possibile raccogliere solo il 49 per cento di tale cifra.

Oltre che di quantità, c'è comunque un problema di qualità e soprattutto di destinazione degli aiuti, una volta passata la prima emergenza. Préval ha ricordato, tra l’altro, i problemi che affrontano gli agricoltori del Paese, a causa dell’importazione a Port-au-Prince di prodotti agricoli provenienti dall’estero nell’ambito degli aiuti. «Gli aiuti internazionali sono stati fondamentali, ma ora siamo davanti a una nuova realtà», ha precisato Préval. La stampa locale, in merito, fa l'esempio dei produttori di riso che rischiano il fallimento, dato che il riso viene da settimane distribuito gratis nel Paese.

Il sisma ad Haiti ha provocato oltre 230.000 morti. I senza tetto sono oltre un milione e trecentomila, e almeno altrettante persone dipendono in questi mesi dall'assistenza internazionale. La stampa locale e le diverse organizzazioni umanitarie attive ad Haiti sottolineano quotidianamente i problemi esistenti sul fronte della sicurezza e della sanità, oltre ai rischi per possibili inondazioni, dato che nel Paese è già incominciata la stagione delle piogge.

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19 gennaio 2020

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