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Haftar
torna a Bengasi

· Dopo settimane di voci su un presunto malore ·

Il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, è rientrato ieri sera a Bengasi. Lo riferisce la tv libica Al Hadath mostrando le immagini del generale che scende dall’aereo nello scalo di Benina proveniente dal Cairo dopo due settimane di assenza. È la prima volta che il generale appare in un video dopo le voci su un suo presunto ricovero a Parigi. Nei giorni scorsi era stata anche diffusa la notizia, poi smentita, della sua morte.

Il generale Haftar

Haftar, 75 anni, considerato il principale rappresentante del governo di Tobruk (l’altro esecutivo libico, che si oppone a quello di Tripoli, l’unico riconosciuto dall’Onu), è apparso sorridente, in giacca e cravatta, ed è stato accolto dai vertici militari dell’Esercito nazionale libico che controlla l’est della Libia. «Io sto bene, sono in buona salute; l’esercito è stabile come le nostre montagne verdi, nessun vento può scuoterlo» ha detto il generale appena sbarcato. Nelle prossime ore è atteso un discorso di Haftar.

Non è ancora chiaro se l’uomo forte della Cirenaica abbia avuto un malore: la stampa internazionale ha ipotizzato un ictus. Altri dicono che sia fuggito all’estero per motivi politici. Il portavoce delle forze armate aveva inizialmente smentito che fosse malato, salvo confermare più tardi che si stava curando a Parigi. Haftar è comunque uno dei potenziali candidati nelle elezioni che dovrebbero tenersi nei prossimi mesi.

Intanto, l’Onu continua a chiedere il dialogo per porre fine all’instabilità del dopo Gheddafi. La road map per la soluzione della crisi è stata il tema al centro dell’incontro ieri a Bruxelles tra l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, e l’inviato dell’Onu Ghassam Salamé. I due hanno discusso dei recenti sviluppi e dell’attuale situazione, e in particolare dell’attuazione del piano d’azione delle Nazioni Unite presentato nel settembre del 2017. Mogherini — precisa una nota — ha ribadito «il pieno appoggio dell’Ue al lavoro del rappresentante speciale Onu nell’attuazione del piano e nei suoi sforzi per aiutare i libici a realizzare l’unità e la riconciliazione». Entrambi hanno sottolineato «la proficua cooperazione» in atto anche nelle questioni umanitarie e nella preparazione della conferenza nazionale e delle elezioni.

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08 dicembre 2019

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