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Haftar attacca Tripoli

· Mosca si astiene nel voto sulla risoluzione Onu che adotta i risultati della conferenza di Berlino ·

Il generale Khalifa Haftar, uomo forte di Tobruk e principale avversario del governo di Fayez al-Sarraj, riconosciuto dall’Onu, ha sferrato questa mattina una nuova offensiva su Tripoli. Tutti i voli da e per l’aeroporto di Mitiga, l’unico funzionante a Tripoli, sono stati sospesi. A darne notizia su Twitter è il «The Libya Observer». La notizia della sospensione dei voli è inoltre confermata anche dalla pagina Facebook dello scalo e dal vice ministro dei Trasporti del governo di Tripoli, Hisham Abu Shikawat, come riportato da Al Ahrar Tv.

Pesanti scontri alla periferia della capitale libica sono stati segnalati anche da testimoni locali citati dalle agenzie.

Intanto, ieri la Russia non ha votato la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia perché «i libici per primi non sono pronti ad attuarne il contenuto» ha dichiarato l’inviato di Mosca al palazzo di Vetro, Vasily Nebenzya. La risoluzione, che poi è stata approvata con 14 voti a favore, era stata presentata dalla Gran Bretagna. La valutazione di Mosca investe «tutte le parti coinvolte nel conflitto; ultimatum come questo non hanno il potere di costringere i libici ad avviare negoziati il prima possibile. Se questa risoluzione non sarà attuata, vi ricorderemo di quello che abbiamo detto oggi» ha detto il rappresentante di Mosca.

La risoluzione riconosce i 55 punti adottati a Berlino e «insiste sul pieno rispetto dell’embargo sulle armi che è stato ripetutamente violato» si legge nel documento. Inoltre, «ricorda l’impegno assunto da tutti i partecipanti alla conferenza di Berlino ad astenersi dall’interferire nel conflitto e negli affari interni della Libia». Inoltre, il documento «chiede al segretario generale Onu António Guterres di fornire le sue opinioni sulle condizioni per il cessate il fuoco e proposte per un efficace meccanismo di monitoraggio della tregua».

I rappresentanti di Belgio, Francia, Germania, Estonia e Polonia, ex e attuali membri Ue del Consiglio di sicurezza, hanno affermato che «la risoluzione mira a rafforzare il ruolo centrale delle Nazioni Unite, e la missione Unsmil in particolare, per quanto riguarda l’attuazione delle conclusioni di Berlino. L’Ue è pronta a sostenere il processo di mediazione guidato dall’Onu e gli sforzi di Unsmil» si legge in una dichiarazione comune. Tutti gli Stati membri «dovrebbero astenersi dall’esacerbare il conflitto e rispettare rigorosamente l’embargo sulle armi». Quindi, prosegue la dichiarazione, «il passo più urgente è raggiungere l’accordo su un cessate il fuoco duraturo».

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23 febbraio 2020

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