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Gustare Dio
nell’eucaristia

· ​Nell’esperienza del mistico gesuita Jean-Joseph Surin ·

Jan Davidsz de Heem «Ghirlanda di fiori con il Santo Sacramento» (Vienna, Kunsthistorisches Museum)

È importante possedere Dio «non per via di speculazione, ma con un’intuizione sperimentale che consenta di gustarlo, per così dire, in se stesso, nella dolcezza della sua propria sostanza», scrive il mistico gesuita Jean-Joseph Surin a madre Jeanne des Anges, priora delle orsoline di Loudun, il 28 luglio 1661. Non ha preoccupazioni dogmatiche; desidera comunicare la sua personale esperienza avvalendosi del vissuto dei santi, soprattutto di quelli della tradizione carmelitana e ignaziana, e di autori della linea renano-fiamminga o della Devotio moderna, come Ruysbroeck, Blosius e Harphius.

La festa del Corpus Domini è per lui un invito irresistibile a parlare dell’eucaristia e dei frutti spirituali che ne derivano. Scrive a Jeanne des Anges: «Bisogna che vi confessi che questo giorno è così tenero e pieno di una soavità tanto grande che non posso trattenermi dallo scrivervi i miei sentimenti in proposito. È il giorno nel quale la Chiesa celebra con solennità il santissimo sacramento del Corpo e del Sangue prezioso di nostro Signore Gesù Cristo» quando «egli consente che lo si porti e lo si conduca fuori alla vista di tutti, e che gli si renda lode e lo si onori, rivestito delle apparenze e della forma di questo pane, e che tutti conoscano la sua bontà nel proposito di consegnarsi così agli uomini per essere la loro vita, il loro convito e la loro medicina» (16 giugno 1661).
Nel suo linguaggio “corporeo” Surin trascrive la vita spirituale secondo il registro del gusto, inserendosi nel ricco filone della tradizione spirituale che ricorre proprio al senso del gusto per esprimere l’esperienza intima, profonda e personale dell’incontro con Dio. In lui si percepiscono gli echi della sensibilità di sant’Ignazio, che negli Esercizi spirituali dichiara: «Non il molto sapere sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente».

di Ezio Bolis

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16 luglio 2019

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