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Guerriglia a Parigi

· ​Le proteste contro la riforma del lavoro degenerano in atti di teppismo ·

Una fase degli scontri  tra polizia e manifestanti  nel centro di Parigi (Ansa)

Il presidente francese, François Hollande, annuncia che non ci saranno «più autorizzazioni a manifestare se non viene garantita la protezione dei beni e delle persone». Lo fa dopo i gravi disordini di martedì, con 40 persone ferite, 58 fermate e danni alla città, compreso l’ospedale pediatrico. Il primo ministro francese, Manuel Valls, chiede al principale sindacato, Confédération générale du travail, Cgt, di non organizzare più a Parigi manifestazioni che possano sfociare in violenze e ribadisce che la riforma del lavoro non si cambia. Valls chiarisce che non possono essere modificati il contestato articolo 2, che prevede tra l’altro di far prevalere gli accordi aziendali su quelli di categoria, e gli altri principali punti della riforma, di cui la Cgt chiede il ritiro. Pesanti le accuse che Valls rivolge al sindacato, affermando che il servizio d’ordine ha avuto un atteggiamento «ambiguo» nei confronti dei cosiddetti casseur che hanno imperversato lungo tutto il corteo. Il primo ministro parla di 700-800 «ultrà e teppisti», «più del solito». Da parte sua, Philippe Martinez, il leader della Cgt che ormai da quattro mesi guida la mobilitazione, lamenta che il governo socialista «si ostini» a non ritirare la riforma. Venerdì Martinez verrà ricevuto dal ministro del Lavoro, Myriam El Khomri. Fino ad allora difficile capire se una schiarita sarà possibile o se la mobilitazione continuerà a pesare su Euro 2016. In pieno svolgimento degli Europei di calcio, che tra l’altro hanno portato altri disordini nelle cittadine di Marsiglia e Lille per vari incidenti tra diverse tifoserie, la capitale francese ha presentato scene da guerriglia urbana. La Cgt parla di 1,3 milioni di persone in piazza. Più prudente la questura, secondo cui ha partecipato al corteo un massimo di 125.000 manifestanti. Sicuro è che questa volta le frange estreme sono state più numerose e violente. Una furia cieca messa in campo da autonomi e black bloc vestiti di nero che poco aveva da spartire con la pacifica contestazione della riforma del lavoro del presidente François Hollande. Le ore più difficili sono state quelle del pomeriggio. E a nulla sono serviti gli appelli alla calma lanciati dal ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, già alle prese con la minaccia jihadista, gli hooligan, e l’immensa sfida della sicurezza nelle dieci città che ospitano gli europei di calcio. Partita da Place d’Italie, la manifestazione è sfociata quasi subito nel caos. 

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20 settembre 2019

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