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Guerre, malattie, malnutrizione
Il dramma dell’infanzia negata

· Rapporto di Save the children alla vigilia della Giornata internazionale del bambino ·

A un bambino su 4 nel mondo, oggi, viene negato il proprio diritto all’infanzia. Lo denuncia Save the children nel suo terzo Global Childhood Report (Rapporto annuale sulle condizioni dei bambini nel mondo), diffuso alla vigilia della Giornata internazionale del bambino. Sono le malattie, la malnutrizione, l’esclusione dall’istruzione, il lavoro minorile, le guerre, a rappresentare le cause principali del fenomeno. Nel rapporto è inoltre contenuto l’End of Childhood Index (Indice dell’infanzia negata), dal quale emerge il preoccupante incremento del numero di bambini che vivono in zone di guerra — causa di sempre più maternità precoci e infanticidi — o dalle quali sono costretti a scappare. Numero che a detta dell’organizzazione internazionale è «salito alle stelle» rispetto a vent’anni fa, registrando un aumento di bambini sfollati dell’80 per cento. Dati, questi, che riguardano principalmente la situazione nelle zone dell’Africa centrale, dove la Repubblica Centrafricana si evidenzia come paese peggiore riguardo alle condizioni di vita dei bambini, seguito da Niger e Ciad.

Nello stesso rapporto, tuttavia, Save the children sottolinea come le giuste politiche e gli investimenti degli ultimi vent’anni abbiano portato a un netto miglioramento delle condizioni di vita per circa 280 milioni di bambini. «Una notizia importantissima, che dimostra chiaramente che quando si intraprendono i passi giusti e si mettono in campo le azioni necessarie si possono ottenere risultati straordinari», ha affermato il direttore generale di Save the children Italia, il quale a fronte dei dati preoccupanti che riguardano i paesi in conflitto ha aggiunto: «È fondamentale che i leader mondiali, che nel 2015 si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030, facciano ancora di più e mettano in campo ogni sforzo possibile perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro». 

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05 dicembre 2019

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