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Guerra dimenticata nello Yemen

· Sanguinosa offensiva dei ribelli huthi contro l’esercito lealista ·

Violenti combattimenti tra le forze fedeli al legittimo presidente, Abd Rabbo Mansour Hadi,e i ribelli huthi hanno causato almeno 60 morti, di cui 45 lealisti, nel nord-ovest dello Yemen. La battaglia è iniziata nei pressi del porto di Midi, nella provincia di Hajjah ubicatasul Mar Rosso.

Una raffineria colpita dai miliziani huthinel corso dei combattimenti ad Aden (Afp)

«È il più grande massacro» contro le forze filogovernative, ha affermato un responsabile militare, precisando che i ribelli e i loro alleati — i miliziani del deposto presidente Ali Abdullah Saleh al potere per oltre 30 anni —hanno circondato i soldati con un’ operazione a sorpresa. Inoltre, i lealisti non hanno avuto il sostegno aereo della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Questa sanguinosa battaglia giunge nel momento in cui il presidente Hadi ha proposto ai ribelli huthi un percorso di pace. Un percorso che prevedeil rispetto del cessate il fuoco sostenuto dall’Onu, finoai colloqui di pace il cui inizio è previsto per il prossimo 18 aprile. In una lettera aperta pubblicata sul «New York Times» Hadi ha scritto che il suo Governo sta «lavorando duramente per riportare la pace». Dopo un anno dall’intervento in suo sostegno della coalizione guidata da Riad, Hadi ha affermato che «la posizione militare dei ribelli huthi è stata indebolita e i colloqui di pace riprenderanno questo mese. Un cessate il fuoco inizierà il 10 aprile, per portare ai colloqui. Gli huthi lo devono rispettare. Ora dobbiamo concentrare gli sforzi nella ricostruzione del nostro Paese devastato».

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