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Guerra ai migranti

· ​Lacrimogeni e proiettili di gomma contro chi tenta di fuggire dal campo di Idomeni ·

La polizia della ex Repubblica jugoslava di Macedonia ha usato ieri gas lacrimogeni contro i migranti, oltre 500 persone, che dal lato greco della frontiera hanno tentato di abbattere la recinzione di filo spinato del campo di Idomeni per sconfinare appunto nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Le organizzazioni umanitarie hanno denunciato le gravi condizioni di vita nel campo e la violenza usata dalle forze dell’ordine, parlando di reazione non giustificata. A Idomeni migliaia di migranti (l’ultimo censimento ha contato 11.269 rifugiati) restano tuttora accampati nella speranza che Skopje decida di riaprire la frontiera. Questo mentre proseguono i ricollocamenti in base ai criteri dell’accordo Ue-Turchia.

Un padre con suo figlio  coperti dai lacrimogeni  fuggono dai disordini  nel campo di Idomeni (Afp)

«I migranti hanno lanciato sassi contro la polizia. Gl i agenti hanno lanciato gas lacrimogeni in risposta» ha spiegato un funzionario locale coperto dall’anonimato, aggiungendo che la recinzione alla frontiera non è stata sfondata ed è dunque ancora in piedi. La polizia greca non è intervenuta per sedare i disordini.
Durante gli scontri con la polizia, almeno 260 migranti sono stati feriti o intossicati dai lacrimogeni, come ha denunciato Medici senza frontiere. «Molti hanno problemi respiratori e tre di loro sono stati trasferiti all’ospedale di Kilkis» ha detto Achileas Tzemos, un responsabile dell’organizzazione. La polizia macedone, dal canto suo, ha fatto sapere che tre agenti sono stati feriti dal lancio di pietre.
In base alle ultime ricostruzioni della stampa, ieri un gruppo di migranti avrebbe tentato di sfondare la barriera dopo aver sentito parlare gli attivisti delle diverse ong di una possibile imminente apertura dei confini. Nel campo era stato diffuso un volantino in cui si proponeva «una marcia verso il confine». Ma quando la polizia della ex Repubblica jugoslava di Macedonia ha negato le voci di una possibile apertura della frontiera, i migranti, tra i quali c’erano anche bambini, hanno tentato comunque di scavalcare la recinzione. Di qui la reazione delle forze dell’ordine.
La tensione nel campo di Idomeni è salita particolarmente dopo la chiusura della rotta balcanica in seguito alla decisione di numerosi Paesi di rafforzare i controlli alle frontiere. È stata soprattutto l’Austria, seguita dai Paesi dei Balcani (Croazia e Slovenia), a decidere di inasprire le procedure.
Questo fatto ha provocato un aumento del flusso dei migranti in Grecia, dove restano bloccati al confine con la ex Repubblica jugoslava di Macedonia. E qui, a Idomeni, non si sa come ospitarli visto che la frontiera è chiusa. Le condizioni di vita nel campo, come detto, sono pessime: mancano i generi alimentari e ogni tipo di servizio. Questo alimenta la violenza e la discriminazione tra i profughi stessi.

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