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Per guarire
la Chiesa ha bisogno di umiltà

· La piaga degli abusi sessuali sui minori si cura portando il ferito tra le proprie braccia ·

“In questi giorni ci siamo riuniti per sentire raccontare i progressi compiuti in tutto il mondo. Siamo lieti di apprendere da coloro che lavorano presso la Congregazione per la dottrina della fede degli standard che ora vengono giustamente richiesti in tutta la Chiesa”.

 E quanto affermato lunedì da monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, nel discorso inaugurale dell’annuale riunione dell’Anglophone Conference che si sta svolgendo dal 7 all’11 luglio a Roma, presso il Pontificio collegio irlandese. “Oggi siamo passati da un clima di sospetto – ha aggiunto il presule - a un clima di cooperazione. Il cammino che tutti noi dobbiamo ancora percorrere è lungo. Il danno più grande che possiamo arrecare ai progressi fatti in tutta la Chiesa è di ricadere nella falsa convinzione che la crisi sia ormai cosa del passato. Gli abusi possono ancora verificarsi e si verificano. Rimarranno una ferita nel fianco della Chiesa fino al giorno in cui ogni singola vittima di abusi avrà ottenuto la guarigione personale che merita. Quanto è accaduto non sarebbe mai dovuto succedere nella Chiesa di Gesù Cristo. Potremmo osservare che gli abusi sessuali nei confronti dei bambini avvengono in tutta la società e che non è giusto puntare il dito solo contro la Chiesa cattolica. Potremmo ripetere statistiche che ci dicono che l’incidenza di tali abusi nel clero cattolico non è molto più alta che nella società. Ma se torniamo indietro e ripetiamo a noi stessi che ciò che è accaduto non sarebbe mai dovuto succedere nella Chiesa di Gesù Cristo, allora mettiamo da parte tutte queste statistiche e iniziamo a riflettere sotto una luce diversa. Dobbiamo sviluppare una nuova consapevolezza che ciò che è accaduto ha ferito l’intera Chiesa e che ora l’intera Chiesa è chiamata a rimediare a quello che è successo. L’intera Chiesa è chiamata a correggere la propria relazione con il regno e con Gesù Cristo. La guarigione non è una questione solo per gli psicoterapeuti; è una necessità ecclesiologica e teologica. L’unica risposta della Chiesa deve essere una risposta che cerchi di portare guarigione a una Chiesa ferita, rispondendo con forza a tutti coloro che sono stati feriti dagli abusi. La guarigione della Chiesa giunge attraverso il modo in cui essa opera per guarire le sue vittime. Non basta che la Chiesa sia trasformata in un luogo in cui i bambini sono al sicuro. Deve essere anche trasformata in un luogo privilegiato di guarigione per le vittime. Deve essere trasformata in un luogo in cui le vittime, con tutta la loro reticenza e la loro rabbia nei confronti della Chiesa, possono davvero arrivare a sentire che la Chiesa è un luogo dove trovare guarigione”.

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18 settembre 2019

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