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· Papa Francesco all’udienza generale riprende la riflessione sui doni dello Spirito Santo e parla dell’intelletto ·

L’intelletto è il dono dello Spirito Santo in virtù del quale possiamo riconoscere il Signore che cammina accanto a noi e che ci fa capire le cose «con l’intelligenza di Dio». Al secondo dono dello Spirito Santo — il 9 aprile era stata la catechesi sul dono della sapienza — Papa Francesco ha dedicato la riflessione proposta ai fedeli presenti questa mattina, mercoledì 30 aprile, in piazza San Pietro in occasione dell’udienza generale. Si tratta di un dono, ha spiegato, che nulla ha a che fare con l’intelligenza umana, con quella «capacità intellettuale di cui possiamo più o meno essere dotati». Piuttosto, ha precisato, è una «grazia che solo lo Spirito Santo può infondere» e che «suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare la profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza».

Sta proprio qui la differenza tra il dono dell’intelletto — che «permette di intus legere cioè di “leggere dentro”» ha puntualizzato — e l’intelligenza dell’uomo: mentre quest’ultima, ha spiegato Papa Francesco, consente di comprendere una cosa, magari anche con prudenza, l’intelletto fa capire «una cosa in profondità, come la capisce Dio». E questo «è un bel regalo che il Signore ha fatto a tutti noi».

Anzi è un dono «che dobbiamo chiedere — ha detto rivolgendosi ai presenti — e chiedere insieme: dacci Signore il dono dell’intelletto».

Per rendere ancor meglio il senso del suo discorso Papa Francesco ha citato un episodio del Vangelo di Luca, il brano in cui si racconta l’esperienza dei discepoli di Emmaus che non riconoscono il Signore che, risorto, cammina accanto a loro, sino a quando non è egli stesso a farli riflettere, ad aiutarli a comprendere e dunque a riconoscerlo. «E questo — ha aggiunto il vescovo di Roma — è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni».

Poco prima di concludere l’incontro Papa Francesco si è come di consueto rivolto ai diversi gruppi di pellegrini presenti all’udienza con particolari espressioni di saluto. Così parlando a fedeli italiani e polacchi ha colto l’occasione per ricordare la celebrazione per la canonizzazione di san Giovanni XXIII e di san Giovanni Paolo II da lui presieduta domenica scorsa, 27 aprile.

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