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Guaidó
è tornato in Venezuela

· ​Salutato da manifestazioni di sostegno a Caracas e in altre città del paese ·

Sostenitori di Juan Guaidó radunati a Caracas (Afp)

Dopo la sua uscita dal paese, il 22 febbraio, Juan Guaidó — come aveva promesso — è tornato in patria come passeggero regolarmente registrato su un volo commerciale proveniente da Panamá. Alcuni diplomatici hanno atteso nell’aeroporto l’arrivo di Guaidó, che è stato acclamato dai molti sostenitori quale capo dello stato ad interim. I funzionari dell’aeroporto non hanno fermato il leader dell’opposizione, nonostante fosse uscito dal paese violando un divieto di espatrio decretato dal Tribunale supremo di giustizia (Tsj). Nelle ore precedenti il suo ritorno in Venezuela, si erano moltiplicati gli appelli e i messaggi della comunità internazionale al governo di Maduro perché rispettasse la libertà e l’incolumità fisica di Guaidó. Alle dichiarazioni dei paesi del Gruppo di Lima e dell’Unione europea si è aggiunto all’ultimo momento un messaggio del vicepresidente statunitense Mike Pence: «Qualsiasi minaccia, violenza o intimidazione contro di lui — ha scritto su Twitter — non sarà tollerata e avrà una risposta rapida». Guaidó è potuto uscire senza problemi dall’aeroporto di Caracas e — dopo una breve sosta a La Guaira, la sua città natale — ha raggiunto la zona a est della capitale, dove lo aspettavano da ore migliaia di persone. «Non saranno le minacce e le persecuzioni che ci fermeranno, siamo più forti che mai, e il nostro sguardo si volge verso il futuro» ha detto Guaidó alla folla, annunciando un incontro imminente con i sindacati, in particolare quelli del settore pubblico, e una nuova giornata di mobilitazione di piazza per sabato prossimo. Il suo obiettivo dichiarato è «andare avanti con la liberazione del Venezuela». Ha promesso inoltre di continuare a lavorare per far arrivare nel paese l’assistenza umanitaria. Il governo Maduro ha dichiarato che non vi è alcuna crisi umanitaria nel paese e che i tentativi di fornire aiuti umanitari sono provocazioni. Secondo Maduro, la storia degli aiuti umanitari è una copertura per l’aggressione contro il suo paese.

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