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Grido di allarme dallo Yemen

· La peggiore crisi al mondo secondo le Nazioni Unite ·

 Lo Yemen rappresenta attualmente la peggiore crisi umanitaria al mondo, con circa 22 milioni di persone, pari al 75 per cento della popolazione, che necessitano di una qualche forma di assistenza e protezione umanitaria. Lo scrive l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che in una nota esprime preoccupazione per la popolazione civile colpita dal conflitto, in particolare per i circa 2,3 milioni di sfollati e oltre un milione di rimpatriati, così come per i 270 mila rifugiati e i 10.000 richiedenti asilo presenti nello Yemen.

Per contribuire a proteggere i diritti di coloro che sono costretti a fuggire, l’Unhcr ha chiesto a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario, i diritti umani internazionali e il diritto dei rifugiati. Nella nota si chiede in particolare di proteggere la popolazione civile in fuga dai combattimenti nella città di Al Hudaydah, città portuale strategica attraverso la quale giunge in Yemen l’80 per cento di tutti gli aiuti e generi alimentari.

L’offensiva internazionale a guida saudita per conquistare la città è iniziata a giugno e ha causato l’esodo forzato di oltre 50.800 famiglie, secondo i dati forniti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari.

Da Washington, intanto, è arrivato il monito del segretario alla difesa Jim Mattis, secondo il quale il sostegno degli Stati Uniti alla campagna militare a guida saudita contro i ribelli «non è incondizionato». Una dichiarazione che segue le crescenti polemiche contro Washington per il sostegno a un conflitto nel quale continuano ad aumentare le vittime civili.

I sauditi «devono fare tutto ciò che è umanamente possibile per evitare qualsiasi perdita di vite innocenti» e devono «sostenere il processo di pace sponsorizzato dall’Onu», ha detto Mattis intervenendo al Pentagono.

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24 febbraio 2020

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