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Grexit terra sconosciuta

· Monito di Mario Draghi dopo le reciproche accuse tra Bruxelles e Atene ·

Le accuse reciproche fra la Grecia e i creditori, ultima quella di non volere l’accordo, i paletti invalicabili da una parte e dall’altra sembrano preludere a un finale disastroso per la trattativa. Eppure c’è un sentiero, anche se è sempre più stretto, che potrebbe portare all’accordo.

Richiede sacrifici e scelte dure da entrambe le parti, anche per l’Europa. E il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, ha lanciato ieri un inedito invito al compromesso per «entrambe le parti». Serve uno sforzo di tutti per arrivare a «un accordo forte e completo», ma «la palla», ha tenuto a sottolineare Draghi, «sta nel campo della Grecia». Il monito del presidente della Bce è arrivato chiaro e deciso davanti all’Europarlamento: anche se grazie alle ultime riforme del sistema finanziario ci sono strumenti per gestire nel breve l’eventualità di una “Grexit”, «nel medio lungo periodo quali sarebbero le conseguenze per l’Ue? Questo non siamo in grado di prevederlo ed entreremmo in terra incognita». In Grecia oggi «la situazione è drammatica», ha riconosciuto il numero uno della Bce, ma questa «non è responsabilità degli altri Paesi dell’eurozona o delle istituzioni europee», ha controbattuto, snocciolando tutti gli aiuti Ue-Bce-Fmi ricevuti dalle autorità di Atene. Da qui l’appello «a tutti gli attori» a «fare l’ultimo miglio» per arrivare a un «accordo forte e complessivo con la Grecia, che produca crescita socialmente equa e finanziariamente sostenibile».

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18 novembre 2019

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