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Grecia alle urne Europa in ansia

· Terminata la campagna elettorale la parola passa a quasi dieci milioni di elettori ·

È finita la campagna elettorale più breve e più incerta della storia recente della Grecia: in campo ieri, per l’ultima giornata di comizi, i leader di tutti i partiti, e in particolare Antonis Samaras, alla guida di Nea Dimokratia, ed Evangelos Venizelos, il presidente del socialista Pasok. La coalizione appare un esito inevitabile visto che i consensi dei due partiti sono attesi in netto calo. Un quarto dei quasi dieci milioni di elettori sarebbe ancora indeciso. In netta ascesa i piccoli partiti, soprattutto quelli che spingono sulla leva dell’anti rigore.

Il clima sociale è tesissimo. Gli standard di vita si sono notevolmente abbassati, le code per prendere un pasto gratuito sono diventate normali. Un greco su tre vive sotto la soglia di povertà. «È una brutta situazione — commenta Petrakis, ordinario dell’università di Atene citato dalle agenzie internazionali — i cittadini non possono fare progetti, non possono pensare al proprio futuro, se non pensi al futuro non hai un futuro».

Anche gli occhi di Bruxelles sono puntati sulla Grecia. Le elezioni metteranno fine al Governo tecnico e Bruxelles spera che chiunque vinca sia in grado di rispettare l’impegno preso verso l’Europa. Una cosa è sicura: dal voto greco dipende il futuro dell’Europa.

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