Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Grazie Francesco

· ​Dai richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto ·

«Grazie Papa Francesco»: la grande scritta che i profughi hanno voluto porre al centro del variopinto stendardo realizzato con le bandiere dei propri Paesi riassume efficacemente i sentimenti di quanti, approdati in Italia per fuggire da guerre e persecuzioni, guardano al Pontefice con speranza e gratitudine. Per dire basta al terrorismo, alla malvagità umana e soprattutto a una violenza che in alcun modo può essere praticata in nome di Dio. È l’atto conclusivo della speciale giornata per la pace svoltasi ieri, lunedì, nel clima del giubileo della misericordia appena iniziato, all’interno del Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto. Una realtà certo non semplice posta alle porte di Roma, in cui convivono circa ottocento persone di ventisei nazionalità, periferie di un mondo tragicamente in conflitto. Cristiani e musulmani insieme, anche se, assicurano gli operatori del centro, la differenza di fede non ha mai costituito un problema.

Per sottolineare questa possibilità di pacifica convivenza fra le diverse appartenenze religiose, per iniziativa degli operatori della cooperativa sociale Auxilium che gestisce la struttura, si è svolto l’incontro di ieri nel quale si sono volute ricordare le vittime degli attentati di Parigi e di tutte le altre stragi «compiute non in nome di Dio». Un appuntamento di condivisione e riflessione, culminato con un momento di preghiera interreligiosa, al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, il vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes, Guerino Di Tora, insieme all’imam Sami Salem, della moschea della Magliana a Roma.
Il dovere dell’accoglienza nei confronti di chi si trova in situazioni di necessità e indigenza è stato ricordato con convinzione da monsignor Fisichella, che ha portato ai presenti il saluto del Papa e ha invitato i rifugiati a non dimenticare mai le proprie terre d’origine: «Non siete soli al mondo, c’è sempre qualcuno che pensa a voi e vi chiede di guardare al futuro». Concetti che, come reso noto dal fondatore di Auxilium, Angelo Chiorazzo, gli stessi ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto intendono testimoniare il 17 gennaio in piazza San Pietro partecipando all’Angelus con Francesco in occasione dell’annuale giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE