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Grazie, caro e amato Paolo VI

· Alla conclusione del sinodo il Papa dichiara beato Giovanni Battista Montini e al concistoro invita a non rassegnarsi a un Medio oriente senza cristiani ·

Un “grazie” ripetuto tre volte con voce commossa: «Grazie! Grazie nostro caro e amato Papa Paolo VI! Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa!». Così Papa Francesco ha espresso la sua riconoscenza interiore verso il Pontefice bresciano proclamato beato nella mattina di domenica 19 ottobre, in piazza San Pietro, durante la messa conclusiva della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata alla famiglia.

Ai settantamila fedeli giunti da tutta Italia e da diverse parti del mondo — significativa la presenza di Benedetto XVI, che nel 1977 ha ricevuto la porpora da Paolo VI nella sua ultima creazione cardinalizia — il vescovo di Roma ha rievocato al figura di Montini come «coraggioso cristiano», «instancabile apostolo» e «grande timoniere del concilio», sottolineando in particolare l’«umiltà» e la «saggezza lungimirante» con cui «ha saputo condurre il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore».

Attento a scrutare i segni dei tempi, Paolo VI incoraggiò la Chiesa a impegnarsi per «adattare le vie e i metodi» alle «accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società», ha ricordato Francesco citando il motuproprio Apostolica sollicitudo con cui Montini istituì nel 1965 il Sinodo dei vescovi. E proprio facendo riferimento alla «grande esperienza» di collegialità vissuta nel corso dell’assemblea dedicata alla famiglia, il Pontefice ha ancora una volta parlato della necessità di dedicarsi «senza indugio» alla missione di «prendersi cura delle ferite che sanguinano» e «riaccendere la speranza per tanta gente senza speranza».

Una missione destinata a orientare il cammino verso la prossima assemblea generale ordinaria in programma nell’ottobre 2015. «Abbiamo seminato e continueremo a seminare con pazienza e perseveranza — ha assicurato Francesco rivolgendosi ai padri sinodali che hanno concelebrato con lui — nella certezza che è il Signore a far crescere quanto abbiamo seminato».

E con 86 cardinali e patriarchi che hanno preso parte al sinodo, il Papa è tornato a riunirsi lunedì nel concistoro dedicato a due canonizzazioni e a un esame della situazione in Medio oriente. All’attenzione dei porporati soprattutto il dramma dei cristiani perseguitati e vittime di violenze divenute — ha denunciato — di «dimensioni prima inimmaginabili». Da qui l’appello a non rassegnarsi e a scuotere dall’indifferenza la comunità internazionale.

Il Papa alla conclusione della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata alla famiglia

La «relatio synodi» della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi

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23 maggio 2019

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