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​Gravi violazioni
dei diritti umani
in Venezuela

· Un generale dell’Aeronautica militare riconosce la legittimità di Guaidó ·

Cittadini venezuelani attraversano il confine con la Colombia (Reuters)

In Venezuela si vive un «genocidio silenzioso». Lo ha detto ieri il ministro degli esteri del Brasile, Ernesto Araújo, sottolineando di essere contrario a una mediazione fra la «dittatura» di Nicolás Maduro e il leader dell’opposizione Juan Guaidó, che il 23 gennaio ha giurato come presidente ad interim. A Caracas, ha aggiunto Araújo, governa «un regime che consideriamo illegittimo». «La sofferenza umana dovrebbe prescindere da considerazioni geopolitiche» ha osservato il capo della diplomazia brasiliana, che ieri si è incontrato con il ministro per la sicurezza istituzionale, il generale Augusto Heleno Ribeiro Pereira, per esaminare la crisi venezuelana. Riferendosi infine alla proposta di mediazione e di conferenza internazionale proposta dal Messico e dall’Uruguay, il ministro ha detto di temere che questa possa servire a «perpetuare la dittatura al potere come avvenuto in passato». «Alla dittatura del Venezuela restano pochissime ore, perché c’è un nuovo governo istituzionale che si sta creando grazie anche al lavoro svolto dalla Colombia con altri paesi», ha commentato il presidente colombiano Iván Duque. Maduro si è invece detto certo di uscire «vincitore» da quello che ha definito un colpo di stato contro il suo governo. In un discorso tenuto a Macarao, a ovest di Caracas, il presidente ha detto che resterà «fermo» al suo posto.

Nelle stesse ore un generale dell’Aeronautica militare, Francisco Esteban Yánez Rodríguez, ha disconosciuto l’autorità del governo di Caracas e ha sostenuto la legittimità di Guaidó.
Lo stesso Guaidó ha nel frattempo inviato una lettera al ministro degli esteri del Messico, Marcelo Ebrard, nella quale rigetta la proposta di negoziato avanzata da Città del Messico e da Montevideo. Per Guaidó il tipo di dialogo proposto significherebbe «mantenere al potere chi viola i diritti umani». Ebrard, senza entrare nei dettagli, ha ribadito che alcuni paesi hanno manifestato la loro disponibilità a dare appoggio alla proposta di una conferenza internazionale a Montevideo il 7 febbraio prossimo per discutere della crisi venezuelana. Noi, ha sottolineato, «abbiamo una posizione di neutralità. Il Messico non appoggia né una parte né l’altra, però riteniamo che ci debba essere un dialogo fra di esse e che si deve lavorare perché questo sia possibile».

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