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Grave tradimento
della fiducia del Papa

· Due arresti in Vaticano per divulgazione di notizie riservate ·

Nel quadro di indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Gendarmeria vaticana e avviate da alcuni mesi a proposito di sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre sono state convocate due persone per essere interrogate sulla base degli elementi raccolti e delle evidenze raggiunte.

Si tratta di un ecclesiastico, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, e di Francesca Chaouqui, che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede (Cosea), istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato.

In seguito alle risultanze degli interrogatori queste due persone sono state trattenute in stato di arresto in vista del proseguimento delle indagini.

Nella giornata di martedì 2 l’ufficio del promotore di giustizia, nelle persone di Gian Piero Milano, promotore di giustizia, e Roberto Zannotti, promotore di giustizia aggiunto, ha convalidato l’arresto dei predetti, provvedendo a rimettere in stato di libertà Chaouqui, nei confronti della quale non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini.

La posizione di monsignor Vallejo Balda rimane al vaglio dell’ufficio del promotore di giustizia.

Si deve ricordare che la divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013), art. 10 (art. 116 bis c.p.).

Quanto ai libri annunciati per i prossimi giorni, va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’ufficio del promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale.

Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa.

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09 dicembre 2018

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