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Grandissima cosa
chiedi, Francesco

· Mostra sul Perdono di Assisi per l’ottavo centenario dell’indulgenza della Porziuncola ·

L’anno 2016 sembra divenire nella cronaca o nella storia ecclesiale come un tempo di speciale grazia o di predestinate provvidenze, nel nome di Francesco, nel segno delle indulgenze, nelle combinazioni cronotopiche.

Presso il santuario di Santa Maria degli Angeli, in occasione dell’ottavo centenario della indulgenza della Porziuncola, è aperta una mostra di documenti, codici e libri a stampa antichi dal 2 luglio, a un mese esatto prima del Perdono del 2 agosto, fino al 1° novembre 2016, in pieno anno della straordinaria indulgenza giubilare della misericordia. 

I vescovi di Siena, Perugia e Gubbio  certificano la concessione  “a voce”  da parte di Benedetto XI  di  un’indulgenza plenaria come quella della Porziuncola alla chiesa di San Domenico  di Perugia  (1304 )

Lo scrive Fortunato Frezza aggiungendo che per i cultori di storia della Chiesa, del francescanesimo, della pietà popolare, della iconografia religiosa si tratta di un’occasione eccezionale, da non perdere, per l’abbondanza e la qualità dei reperti esposti, come risultano dall’elenco in annuncio: documenti, codici e opere a stampa antiche provenienti dalle biblioteche del Sacro Convento di Assisi e del Convento della Porziuncola, da importanti biblioteche italiane e straniere, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana. Tra l’altro vi si potranno vedere la bolla di Celestino V per la Perdonanza de L’Aquila e la bolla di Bonifacio VIII per il primo giubileo del 1300. Il tutto è distribuito in dieci sezioni e in ventisei teche. Il percorso della mostra è agevolato da una guida divulgativa e da un catalogo edito dalla Fondazione Centro italiano di studi sull’alto Medioevo di Spoleto, che offre ben dieci saggi scientifici per 10 aree di specialità, ad opera di insigni firme.

La mostra Il Perdono d’Assisi. Storia, agiografia ed erudizione è un’iniziativa presa per celebrare un Centenario e illustrare la storia di questa indulgenza plenaria che sin dal secolo xiii ha visto giungere alla Porziuncola moltitudini di pellegrini in occasione della festa del 2 agosto. La data 1216, soggetta a ricerche dagli esiti non univoci, fu fissata al 1216 dopo più di un secolo dalla vita di Francesco d’Assisi. Si trattava di una inusitata indulgenza plenaria concessa da Onorio iii con qualche iniziale perplessità. A Francesco, che la chiedeva vibratamente, il Papa rispose: «Grandissima cosa chiedi, Francesco, poiché non è consuetudine della chiesa romana concedere una tale indulgenza». Il Papa acconsentì solo dopo che Francesco replicò: «Padre santo, ciò di cui faccio richiesta ve lo chiedo non da parte mia, ma da parte del nostro Signore Gesù Cristo».

La mostra propone un percorso tra storia e memoria nel senso che, per il caso della indulgenza in questione, non fu la storia a generare la memoria, ma la memoria o, meglio, la narrazione di memorie a generare la storia, come attestano i reperti che la mostra espone al pubblico. In origine, preso atto che per l’indulgenza dell’iter crociato verso la Terra Santa crescevano difficoltà e ostacoli, la pietà popolare operò una translatio o, come scrive don Mario Sensi assisiate [Il perdono di Assisi, pp. 8, 16, 32], un transfert di sacralità, che permette di sperimentare la virtus del luogo originario dell’Oriente cristiano nei luoghi o nei santuari ad instar, eretti in patria come repliche sul modello di quelli originari di Terra Santa. Al riguardo basta ricordare l’ambizioso progetto di papa Sisto V di trasformare le Marche in una nostrana Palestina.

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