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​Grandi speranze

· ​Il viaggio del Papa in Kenya visto dalla stampa internazionale ·

Sul filo della narrativa dickensiana, l’«International New York Times» del 26 novembre pone l’accento, nell’articolo di apertura in prima pagina, sulle Great Expectations che la visita del Papa in Africa desta nel continente, e non solo. Le speranze che il popolo africano ripone nel messaggio di Francesco riguardano anzitutto un processo che favorisca una sempre maggiore inclusività dei diversi Paesi africani nell’ambito planetario, così da vedere ascoltato il grido di chi teme di rimanere ai margini della vita e della società. 

E appena arrivato in Kenya, il Papa, già particolarmente amato per la sua umiltà, è riuscito a sorprendere una volta di più anche su questo versante. Nell’articolo di Jeffrey Gettleman e Laurie Goodstein, si sottolinea infatti come Francesco abbia utilizzato una piccola utilitaria. La visita del Pontefice in Kenya, scrive l’«International New York Times», avviene nel momento in cui la fiducia della gente è in forte calo, l’economia è in crisi e le tensioni etniche si stanno acuendo. Inoltre la corruzione, sempre più dilagante, è ora fuori controllo.
Il quotidiano newyorkese rileva che i principali titoli della stampa locale sono tutti dedicati al «Papa della speranza». In particolare vengono riportate le parole del «Daily Nation», principale giornale del Paese: «La visita del Pontefice rappresenta una svolta nella storia del Kenya e di tutta l’Africa».
L’«International New York Times» evidenzia poi l’azione di Francesco in favore dei più poveri: e «i nostri poveri, dichiara Paschal Mwjage, alla guida di una parrocchia tra le baracche di Kingemi, ancora non riescono a capacitarsi che il Pontefice sia giunto fin qui».
Sul monito di Papa Francesco riguardo alla grave crisi che investe l’ambiente pone l’accento «The Wall Street Journal», sempre del 26 novembre. Già nella prima tappa del suo viaggio — sottolinea il quotidiano — il Papa ha evidenziato questo aspetto, come pure ha rinnovato il suo accorato appello per una pacifica soluzione dei violenti conflitti sociali, che in Africa — scrivono Francis X. Rocca e Heidi Vogt — si manifestano sempre con particolare virulenza. Già dalle prime parole pronunciate dal Papa al suo arrivo in terra africana, si afferma nell’articolo, è possibile evincere i temi che costituiranno il filo conduttore dell’intero viaggio: la pace e la riconciliazione, l’attenzione sempre maggiore ai poveri, la salute del pianeta e il dovere del buon governo cui sono chiamati i leader politici.
«El País» si sofferma invece sul primo discorso pronunciato dal Papa in Kenya, quello al Corpo diplomatico. Citando il Pontefice, Pablo Ordaz e Óscar Gutiérrez sottolineano come preoccuparsi delle necessità dei poveri non sia solo un gesto di carità, ma una scelta di alto valore politico, una strategia saggia e lungimirante, perché ignorando la legittima aspirazione dei giovani ad avere un lavoro stabile e onesto, e a mettere in gioco i loro talenti per costruire il loro posto nel mondo, si crea — oltre che un’oggettiva grave ingiustizia — anche un “brodo di coltura” sociale molto pericoloso. A cui i terroristi potranno attingere in futuro per aumentare le fila dei loro seguaci.

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